Come ottenere 200 Gb di spazio gratis online

Ormai tutti i computer, anche quelli non più recenti, possono vantare hard disk molto capienti che vanno dai 320 Gb in su. Il problema, semmai, si pone per alcuni modelli di netbook, per i tablet e, soprattutto, per gli smartphone. Questi ultimi, infatti, scaricano molte applicazioni, girano video a 1080p e scattano foto di elevatissima qualità (specie nel caso degli ultimi Nokia Lumia). Normale – quindi – che lo spazio interno, spesso non oltre gli 8/16 Gb, si saturi presto. In questa guida vedremo come disporre di ben 200 Gb di spazio gratis online in modo da avere a disposizione i nostri file importanti ovunque, senza compromessi.

 

Istruzioni

  1. Il primo e più noto sito di “Cloud hosting” che possiamo utilizzare per ospitare i nostri dati è senz’altro “Mega”, la creatura di Kim DotCom nata sulle ceneri del mitico “MegaUpload”. Il sito in questione (http://mega.co.nz/) offre 50 di spazio a seguito di una registrazione che richiede nome, cognome, mail e password (da non dimenticare perché, per questioni di sicurezza, NON esiste la procedura di reset della medesima). Una volta attivato l’account, possiamo entrare nel nostro spazio online e creare le prime cartelle (“Nuova cartella”) nelle quali caricare (“Upload”) i nostri file. Le cartelle, o le sottocartelle, possono essere spostate lungo l’albero delle Directory, rinominate, cancellate e condivise (pubblicamente o privatamente) tramite l’invito alla propria rubrica (un modo per creare un network privato p2p) e tramite link: i link pubblici comprendono una chiave (“key”) che, invece, resta segreta nel caso di una condivisione “privata”: in tal caso la stringa alfanumerica di desecretazione dovrà essere fornita a parte dal titolare dello spazio web a chi fa il download di un dato file. Un ulteriore settore nel quale Mega esplica la sua attenzione per la privacy è che tutti i file ospitati sono criptati e che gli amministratori del servizio non sapranno mai cosa stiamo caricando sui loro server. Non manca, infine, la possibilità di usare un plug-in per browser (https://mega.co.nz/#firefox) che ci aiuta tanto nel caricare i nostri file online quanto nell’intercettare e scaricare gli altrui file elencati in rete.

  2. Altro sito dal quale possiamo ottenere ulteriori 50 Gb è “Firedrive” (ex “Putlocker”). Tra i vari piani disponibili, scegliamo quello free, appunto da 50 Gb, e forniamo i consueti dati per la registrazione (nome completo, username, mail, password) e confermiamo (“Take me to my account”). All’interno dello storage troveremo alcune classiche cartelle già create (Video, image, audio, documents) e pronte per l’uso: possiamo caricare in essi i nostri file con l’Upload o condividerle pubblicamente o privatamente (assegnando una password). In ambedue i casi possiamo scegliere se attivare il “FileDrop”, ovvero la possibilità anche anonima di far caricare ad altri dei file nella nostra cartella.

  3. Un altro modo per condividere i file e le cartelle su Firedrive è quello di creare dei gruppi: questi ultimi avranno un amministratore, disporranno di una percentuale dei 50 Gb generali per caricare i loro file, potranno elaborarli collettivamente e discuterli con un sistema interno di chat. Parafrasando il comandante Kirk di Star Trek, potremmo dire “laddove la chat non si è mai spinta”.

  4. I 100 Gb finali che mancano al nostro progetto verranno ricavati dalla neonata “SurDoc” (https://www.surdoc.com/) che, per un anno, assicura appunto tale storage in forma gratuita, salvo poi consentire di accumulare altro spazio (https://data1p1e2.surdoc.com//earnFreeStorage.do) invitando i nostri amici, recensendo il servizio sui social network o condividendo i nostri file in giro per la rete. Dopo aver ultimato la registrazione (anche usando gli account sociali) e precisato se vogliamo avvalerci dei dataserver negli States o in Cina, dovremo solo impostare una domanda di sicurezza per il recupero della password: espletata questa fase, siamo nel nostro host.

  5. Qui avremo i classici strumenti per creare cartelle, caricare i file, condividere entrambi tramite link e disporre di directory sia per i file pubblici che per quelli ricevuti da altri utenti. Unico neo? Gli strumenti di gestione dei file: sono molto basilari e comprendono un sistema di anteprima ed uno di esportazione in formato “pdf”.

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