Come operare ricerche discrete e sicure con i tool di Ixquick

Google è, ormai, diventato sinonimo di internet e di ricerca. Questo fa si che Mountain View accumuli sempre più dati sui suoi utenti…e su chiunque utilizzi in qualche modo la rete ed i suoi servizi. Le alternative più attente alla privacy non mancano (come visto con DuckDuckGo, http://adf.ly/npKXC) e, in questa guida, conosceremo anche la discrezionalità esplorativa di “Ixquick”.

 

Istruzioni

  1. Tra gli strumenti di ricerca di Ixquick vi è "Start" (http://adf.ly/npNIc): più che un motore di ricerca, è un'interfaccia tra noi e Google. In sintesi, noi diciamo a Start cosa cercare e lui, nascondendo il nostro IP, ci fa da tramite.

  2. L'altro strumento, sempre parte del medesimo progetto di Ixquick, è un metamotore di ricerca (http://adf.ly/npS84) che esegue le nostre ricerche su diversi motori di ricerca (Google, Bing, Wikipedia, Ask, OpenDirectory..), su tutti gli elenchi telefonici pubblici e, volendo, col protocollo "anti-impiccioni" HTTPS. La privacy viene tutelata non raccogliendo gli IP degli utenti e cancellandone i dati eventualmente raccolti senza mai averli ceduti, prima, a terzi.

  3. Anche l'anonimato è garantito, grazie alla possibilità di non conservare traccia delle immagini cercate, ed è presente - infine - un sistema di tutela dei minori contro i contenuti, anche multimediali, per adulti.

ixquick

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