Come lavorare in proprio senza partita Iva

Sempre più frequentemente, complice anche la crisi, il sogno di molti Italiani è quello di lavorare in proprio. Nessun datore di lavoro, nessun piano ferie da presentare o badge da timbrare, anche se esiste l’obbligo della partita Iva.
Ma davvero non si può lavorare da soli senza disporne?
Ovviamente anche la mancata apertura di una partita Iva, impone l’obbligo del rispetto di alcuni vincoli lavorativi e reddituali.

Come lavorare in proprio senza partita Iva

Primo passaggio necessario quello di documentarsi, a livello normativo, su quella che è la legislazione attuale in termini di prestazioni di lavoro autonomo occasionale.
Intendendosi per queste tutte quelle attività che non presentano un carattere di continuità, ma, come suggerisce il termine, si caratterizzano per una certa sporadicità. Da questo punto di vista, infatti, la legge attesta come tale tipo di prestazioni deve essere occasionale,  non essere svolta con regolarità e ancora non può implicare alcun rapporto di subordinazione con il committente del lavoro.
Al termine dell’attività, inoltre, sarà cura del prestatore autonomo rilasciare una ricevuta “non fiscale”, sulla quale deve comparire obbligatoriamente la marca da bollo. Inoltre, per potersi avvalere di questa tipologia di lavoro. è necessario che le prestazioni occasionali presentino altre due caratteristiche: il rapporto con un eventuale committente non può aver durata superiore ai 30 giorni e annualmente non si possono registrare incassi superiori ai 5.000 euro, non essendo possibile superare tale cifra senza incorrere nell’obbligo di iscrizione alla gestione separata Inp. Eccedendo tale soglia il soggetto, però, sarà tenuto a versare i contributi soloper a parte eccedente e non sull’intero compenso

L’apertura della partita Iva c’è da dire, però, che risulta costosa non tanto per l’apertura della pratica, quanto piuttosto per la conseguente necessità di avvalersi della consulenza(fermo restando i vantaggi di affidarsi ad un professionista), di rivolgersi ad un commercialista.
Esiste, inoltre, per chi è agli inizi la possibilità di evitare la tassazione normale anche avvalendosi del regime dei minimi. La partita Iva con regime dei minimi, infatti, prevede, per un periodo iniziale, un regime di tassazione decisamente minore che viene applicato a coloro che dichiarino di non conseguire guadagni tali da rendere giustificabile l’apertura di una partita Iva normale..

 

APPROFONDISCI LA GUIDA: Come aprire una partita iva
APPROFONDISCI LA GUIDA: Come lavorare in proprio senza partita Iva

diventare-freelance-lavorare-in-proprio-770x545

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>