Come lavorare come giornalista pubblicista

Tutte le regole da seguire per diventare giornalista pubblicista, dal riferimento alla normativa di legge ai vari step necessari per acquisire il tesserino ed iscriversi all’albo dei giornalisti.

 

Istruzioni

  1. La figura del giornalista pubblicista è soggetta al decreto legge "69/1963" che nel primo punto chiarisce il suo ruolo professionale come segue: "Sono pubblicisti coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi". Al pari del giornalista professionista, il pubblicista è regolarmente registrato all'Ordine nazionale dei giornalisti, l'ente pubblico istituito nel 1925 che costituisce il riconoscimento sindacale-contrattuale della professione.

  2. Le due figure differiscono in quanto il professionista si dedica esclusivamente alle attività inerenti al mondo dell'informazione, mentre il pubblicista può svolgere parallelamente un altro tipo di lavoro. Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, si possono definire professionisti i soggetti che "esercitano la professione giornalistica in modo esclusivo e continuativo".

  3. L'Albo degli iscritti all'ordine è costituito da due indici differenti, in modo tale da distinguere i professionisti dai pubblicisti, ed è composto da una serie di dati quali: nominativo registrato all'anagrafe, indirizzo di residenza ed eventuali altri recapiti, data di nascita e di iscrizione all'Ordine, titolo di studio. Successivamente all'avvenuta iscrizione, i pubblicisti ricevono un'apposito tesserino d'identità, che testimonia ufficialmente la loro presenza all'interno dell'Albo.

  4. Nel corso degli anni la figura professionale del giornalista ha subito varie trasformazioni differenziandosi in molteplici settori, specialmente con l'avvento di Internet e la grande diffusione degli strumenti audio-visivi. Tra i ruoli più diffusi oltre al tradizionale lavoro redazionale troviamo gli addetti stampa, gli operatori che si occupano di programmi radio-televisivi, gli addetti alla grafica, i tele-foto-cineoperatori e gli "infotainment",un neologismo di matrice anglosassone riferito a chi si occupa di rotocalchi televisivi.

  5. Grazie alla sentenza nr. 98 emessa nel 1968, la Corte Costituzionale ha stabilito che i giornalisti pubblicisti possono dirigere una testata giornalistica così come i loro colleghi professionisti, a seguito di un'acceso dibattito inerente a questa opportunità. I requisiti per iscriversi all'Ordine e diventare giornalisti pubblicisti sono molto rigorosi e consistono sostanzialmente in un periodo di apprendistato retribuito da certificare in via ufficiale tramite le fotocopie degli articoli redatti con annesse ricevute di pagamento.

  6. Sostanzialmente si definisce "attività giornalistica" lo svolgimento di una collaborazione presso una testata giornalistica regolarmente registrata all'Albo. Per diventare pubblicisti occorre dimostrare di aver svolto tale attività per un periodo non inferiore ai due anni, con un minimo di ottanta articoli redatti, di cui almeno sessantacinque recanti la propria firma. La certificazione della collaborazione è a carico dei direttori delle testate, che attraverso l'emissione di ricevute di pagamento attestano l'avvenuta collaborazione per un determinato periodo di tempo.

ordinegio

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