Come funziona il nuovo spesometro 2017

Difficoltà per il nuovo spesometro 2017

Dopo i noti problemi registrati dal sistema informatico che permette la comunicazione dei dati delle fatture, l’Agenzia delle Entrate ha previsto una seconda proroga dell’adempimento, resasi necessaria dal protrarsi delle difficoltà tecniche e dall’accumulo di pratiche da smaltire per i commercialisti.

 

Istruzioni

Il sistema di comunicazione delle fatture emesse e ricevute, il cosiddetto nuovo spesometro 2017, prevede una serie di operazioni da effettuare e dati da inserire all’interno della comunicazione stessa. Vediamo quali sono.

– Tutte le fatture emesse (senza tener conto della data di registrazione)
– Tutte le fatture d’acquisto (vanno inserite anche le bollette doganali)

Per quanto riguarda le fatture emesse va considerata la data di emissione, mentre per quelle d’acquisto fa riferimento la data di registrazione.

Esclusioni

L’obbligo di comunicazione non vale per i seguenti documenti:

Altra documentazione diversa dalle fatture
A differenza di quanto avveniva con il vecchio spesometro, non vanno comunicati i dati relativi a scontrini, ricevute fiscali, schede carburanti e così via.

- Fatture trasmesse mediante l’Sdi
L’Sdi è il sistema di interscambio che permette all’Agenzia delle Entrate di essere già in possesso delle fatture trasmesse con questo sistema.

Fatture oggetto di trasmissione all’S.T.S
I dati delle fatture oggetto di trasmissione al Sistema Tessera Sanitario non vanno comunicati al nuovo spesometro 2017.

Si possono inviare file in formato XML o ZIP (ovviamente in questo caso si intende un file compresso con all’interno i file XML), attraverso la piattaforma, dell’Agenzia delle Entrate, Fatture e Corrispettivi. Naturalmente prima di compiere questa operazione è necessario autenticarsi con le credenziali Entratel o Fisconline.

Scadenze

Le scadenze del nuovo spesometro previste prima della proroga al 5 Ottobre erano le seguenti:

– 28/09/2017 (primo semestre 2017)
– 28/02/2018 (secondo semestre 2017)

Ricordiamo che la comunicazione dei dati relativi alle fatture emesse e ricevute può avvenire solo in forma analitica. Con il vecchio spesometro era invece possibile inviare i dati anche in forma aggregata. Vanno inseriti con attenzione tutti i dati relativi ai soggetti coinvolti, data e numero di documento, base imponibile, aliquota applicata, imposta ed infine tipologia di operazione per il calcolo dell’Iva dovuta.

Sanzioni

Probabilmente nei prossimi giorni il Governo potrebbe prendere atto delle problematiche dei commercialisti e quindi congelare le sanzioni previste, almeno fino a quando il nuovo spesometro 2017 funzionerà a tutti gli effetti come previsto inizialmente. Comunque sono presenti delle sanzioni in caso di inadempienze e errori.
Se viene rilevato un mancato o errato invio delle fatture emesse e ricevute, l’Agenzia delle Entrate può applicare una sanzione di 2 euro a fattura, ma con un massimo di 1.000 euro a trimestre.

Se si procede all’invio dei dati entro 15 giorni dalla scadenza dei tempi previsti, la sanzione viene dimezzata (quindi 1 euro a fattura), con un massimo in questo caso di 500 euro a trimestre. Si può comunque applicare il cosiddetto ravvedimento operoso, che prevede riduzioni delle sanzioni previste che vanno da 1/9 ad 1/5 del pagamento dovuto.
L’entità del risparmio, nel caso in cui si decida di usufruire del ravvedimento operoso, dipende dalla tempistica con cui si paga la sanzione prevista in caso di mancato o errato invio dei dati.

Come funziona il nuovo spesometro 2017

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