Come comportarsi in caso di sfratto

Mai come in questo periodo di crisi economica imperante, che si trascina ormai da diversi anni, sono in continuo aumento le famiglie a rischio sfratto, che cioè non possono più permettersi di pagare il mutuo o l’affitto. Cosa fare dunque se ci si ritrova in questa situazione, magari con la necessità di dover provvedere al sostentamento di minori o di una famiglia numerosa?

Cosa fare se riceviamo un’ingiuzione di sfratto

Non tutti lo sanno, ma gli inquilini in difficoltà, a rischio di sfratto, oggi possono accedere a un sostegno statale attraverso due fondi istituiti appositamente per venire incontro alle necessità di chi corre il rischio di finire sulla strada. I fondi riguardano dunque i casi di morosità incolpevole, ovvero quei casi in cui ci si trova debitori perché sono venuti meno – per circostante indipendenti dalla propria volontà – i mezzi di sostentamento fondamentali per il nucleo familiare e per pagare le spese primarie, la cui l’affitto o il mutuo.
Nello specifico, il decreto definisce così il concetto di morosità incolpevole, si tratta di una:

“Situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare”.

Chi può accedere al fondo?

Possono richiedere i fondi speciali messi a disposizione dallo stato tutti cittadini che si trovano ad attraversare gravi difficoltà economiche derivanti,  però, da una serie di cause specifiche. Sono ammessi i cittadini che hanno perso il lavoro perché sono stati licenziati e quelli che non riescono a far fronte ad affitto o mutuo perché si sono visti ridurre l’orario lavorativo in seguito ad accordi con l’azienda o con i Sindacati (o tra l’azienda e i sindacati).
Sono ammessi anche i cittadini che si trovano in cassa integrazione ordinaria o straordinaria, a patto però che questa incida in maniera sensibile (non lieve) su reddito.
Il decreto è rivolto anche ai lavoratori che non si sono visti rinnovare i propri contratti a termine oppure quelli di collaborazione atipica, e ai liberi professionisti che hanno dovuto cessare l’attività “per cause di forza maggiore”. Possono fare richiesta per accedere ai fondi statali anche i lavoratori che sono rimasti vittima di malattie o infortuni gravi che hanno impedito loro di rispettare gli impegni lavorativi presi, oppure i cittadini che a seguito della morte improvvisa di un congiunto hanno subito un notevole ridimensionamento del reddito familiare (sono incluse anche le famiglie che per gli stessi motivi si sono trovate a dover sostenere spese mediche o di assistenza così elevate da minare la solidità economica del nucleo familiare).

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