Come comporre un limerick

Il limerick è un tradizionale componimento poetico di origini anglosassoni, che nasce per strappare una risata o quantomeno ci prova, alla cui creazione hanno partecipato, nei secoli,  maestri della letteratura inglese come Shakespeare. Curiosi di cimentarvi in questa dilettevole arte? Ecco come fare.

 

Istruzioni

  1. A proposito di limerick, la storia ricorda uno dei suoi più grandi autori, lo scrittore e illustratore ottocentesco Edward Lear, scomparso nel lontano 1888, in un secolo in cui questa composizione andava per la maggiore. La sua struttura è molto semplice, in quanto non è necessario seguire uno specifico conteggio sillabico nelle cinque brevi strofe da cui è costituito.Ai primi quattro versi in rima baciata ne segue un quinto di chiusura che richiama la prima coppia, originando uno schema di questo tipo: AABBA.

  2. Il discorso, semplificato dalla libertà sillabica, si complica in materia di accentazione: infatti non si può prescindere dalla presenza di tre accenti nei versi AAA e di due nella coppia BB. Ciò comporta inevitabilmente che il terzo e quarto verso siano più brevi degli altri.

  3. Secondo la migliore tradizione, nel verso d'apertura devono esser contenuti sia il protagonista, a cui si associa un aggettivo qualificante, che il luogo geografico in cui si sviluppa l'azione. Questa, verrà sviluppata nelle strofe successive fino a giungere all'ultima, in cui generalmente vengono richiamati sia il protagonista che la località.

  4. Nella parte centrale del limerick si svolge il fulcro del racconto, si narrano le gesta, eroiche o comiche del personaggio trattato, infarcendole di particolari divertenti. Non bisogna mai dimenticare che un componimento poetico è caratterizzato dal ritmo, che ne garantisce la sua intrinseca musicalità. Perciò, quando si prova a comporne uno, è consigliabile tenere a mente uno schema musicale piuttosto che soffermarsi a contare sillabe e accenti. Quando una parola non si adatta alla struttura del verso, nonostante sia perfettamente calzante a livello semantico, è preferibile abbandonarla in favore di una meno specifica ma più conforme al ritmo.

  5. L'ultimo verso, oltre a dover rimare con i primi due, include la ripetizione della stessa parola finale utilizzata nella strofa d'apertura (es. C'era un vecchio barbuto di Milano... Quel gran zuccone di Milano.). Non c'è da stupirsi se questa struttura possa risultare ridondante o priva di un senso preciso. Non si tratta affatto di alta letteratura, anche se ne esistono alcuni di ottima fattura, ma di un divertissment dai contenuti frivoli, destinato a dilettare piuttosto che ammaliare.

  6. Il suo più grande esponente citato in apertura, Edward Lear, arrivò a dire che il limerick non necessiti nemmeno di una vera e propria logica semantica: non a caso il suo libro di maggior successo, contenente un'infinità di componimenti poetici simili, fu intitolato dall'autore stesso "Il libro dei Nonsense".

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