Come certificare una malattia professionale

Quando si parla di malattie professionali si fa riferimento a quelle, purtroppo alquanto frequenti, che è possibile contrarre in ambito lavorativo. Di certo rappresentano il secondo problema più gravoso nel mondo del lavoro dopo quello delle morti bianche.

 

 

Istruzioni

  1. Cosa sono le malattie professionali: Non tutti sanno cosa sono le cosiddette malattie professionali. E' possibile sentire tale espressione al telegiornale, o leggerla in un articolo specializzato, ma nello specifico per molti rappresenta ancora qualcosa di oscuro. Si parla di malattie professionali quando un disturbo fisico, di qualunque forma, viene contratto in ambito lavorativo. Purtroppo, nelle statistiche del lavoro italiano, le morti bianche non rappresentano l'unico serio problema da debellare, ma, a differenza di quest'ultimo, l'impreparazione generale in merito all'argomento delle malattie professionali fa in modo che in molti non sappiano quali siano i propri diritti e in che modo la legge tutela i lavoratori.

  2. Certificazione di una malattia professionale: Se purtroppo si è contratta una malattia sul proprio posto di lavoro, sarà necessario ottenerne una certificazione. Per far ciò il primo passo da compiere è quello di rivolgersi a un medico specialistico, in modo tale che questi possa occuparsi del riconoscimento. Questi dovrà inoltre verificare quali siano le cause che hanno provocato la malattia, oltre che la sua stessa natura. Se tale processo dovesse fornire le prove che la malattia di cui si soffre affondi le radici nel lavoro che si svolge regolarmente, si potrà allora procedere alla conclusiva certificazione di una patologia occupazionale.

  3. Cosa differenza la patologia lavorativa dall'infortunio sul lavoro: A segnare la differenza tra un infortunio occorso in ambito lavorativo e una malattia provocata dal proprio impiego occupazionale risiede principalmente nella latenza temporale. E' possibile infatti determinare una malattia professionale in base a tale principio. Un infortunio infatti è riscontrabile fin da subito, avendo delle ripercussioni fisiche, mentre una malattia lavorativa può restare in incubazione anche per giorni o mesi, senza mostrare alcun effetto evidente.

  4. Qual è l'iter procedurale da seguire per ottenere il giusto risarcimento: In seguito alla certificazione avvenuta da parte in un medico, sarà compito dell'Inail provvedere al giusto pagamento del lavoratore ammalato, corrispondendo a questi l'equivalente pecuniario dei danni subiti. In pratica il dipendente dovrà provvedere a fornire al datore di lavoro il certificato del proprio medico, entro 15 giorni. Quest'ultimo sarà obbligato a consegnarlo all'Inail entro 5 giorni dall'avvenuta denuncia del dipendente. A questo punto l'Inail entrerà in contatto con l'interessato, così da prendere appuntamento per una visita, durante la quale si svilupperà una anamnesi.

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