Come calcolare il valore del trattamento di fine rapporto

Ogni rapporto di lavoro ha una data d’inizio e una finale, e, una volta raggiunto in momento in questione, ogni lavoratore ha pieno diritto alla cosiddetta buonuscita o trattamento di fine lavoro (TFR per l’appunto). Per calcolare l’importo da pagare esistono  algoritmi molto semplici che spiegheremmo qui di seguito.

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Istruzioni

  1. In pratica il TFR è calcolato sulla base di tutte le mensilità percepite dal momento dell'assunzione fino al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Iniziamo per individuare nella busta paga tutte le voci utili al calcolo del TFR. Queste voci sono: la paga base, eventuali scatti d'anzianità, il terzo elemento contrattuale, il superminimo individuale, la tredicesima e la quattordicesima (laddove è presente) mensilità, gli straordinari continuativi, la maggiorazione per i notturni, le festività, l'indennità per ferie non godute (quando il mancato godimento non dipende dal lavoratore), eventuali premi, indennità per la mensa e altri pagamenti dovuti a trasferimenti o cambiamenti di mansioni.

  2. Sono esclusi dal calcolo del TFR, invece, gli straordinari occasionali, la trasferta, i rimborsi per viaggi o spese, l'indennità per ferie non godute (quando la mancata fruizione non dipenda dal datore di lavoro) e le indennità una tantum occasionali.

  3. Ogni mese il lavoratore deve accantonare in azienda una somma pari alla retribuzione (RA) dovuta per l’anno, divisa per 13,5 (quota annua = QA).

  4. Si calcola il fondo garanzia INPS (FGI) = QA x 0,50%. In seguito otteniamo la quota annua accantonamento netto (QAAN) = QA - FGI.

  5. Alla fine di ogni anno, la somma annuale accantonata dovrà subire una rivalutazione risultante al 31 Dicembre dell’anno procedente (RFP). Si devono rivalutare solamente le quote che riguardano l'anno precedente. La quota maturata nell'anno in corso non verrà rivalutata. La rivalutazione si fa moltiplicando il TFR degli anni precedenti per la somma tra un tasso fisso di 1,5 e un tasso pari al 75% dell'incremento dell'indice ISTAT. Questa rivalutazione è soggetta all'imposta sostitutiva (IS) pari all’11%, che il datore di lavoro deve pagare, ma che, di fatto, grava sul lavoratore.

  6. Si devono tirare le somme. Alla fine si fa la differenza tra la rivalutazione del fondo preesistente e l'imposta sostitutiva. Si ottiene così la rivalutazione netta del fondo preesistente netta (RNFP). QA = RA / 13,5 # FGI = QA x 0,50% # QAAN = QA - FGI # RFP = TFR anni precedenti x 1,5 + 75% incremento indice ISTAT IS = RPF x 11% # RNFP = RFP - IS

  7. Alcuni siti propongono dei file Excel preimpostati, per facilitare il calcolo del TFR. Si possono scaricare gratuitamente e, inserendo tutti i dati richiesti, si ottiene la somma che il lavoratore dovrà ricevere dal suo ex datore di lavoro.

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