Come avviare una discoteca: tutte le autorizzazioni necessarie

Gestire una discoteca può indubbiamente rappresentare un’’ottima fonte di guadagno. Ma come è possibile iniziare un’’attività del genere? Cosa bisogna fare, insomma, per avviare un locale nottuno?

Cosa valutare per aprire una discoteca

Innanzitutto alcuni consigli di carattere generale, nel senso che è fondamentale che chi gestisce una discoteca sia in grado innanzitutto di azzeccare la giusta formula. Utile naturalmente possedere una certa esperienza pregressa nell’ambiente che consenta di individuare un’offerta capace di attirare più persone possibili, e allo stesso tempo di rinnovarsi costantemente, per lo meno una volta all’’anno, visto che chi frequenta questo tipo di locali si stanca facilmente. Una scelta che, qualora non preveda di subentrare in una struttura già esistente, per un locale ex-novo suggerisce un’attenta analisi e conoscenza del territorio, valutando quali siano i potenziali competitors e quali le loro caratteristiche. Inoltre, in generale il cosiddetto popolo della notte è molto eterogeneo, e imprevedibile anche per chi fa questo lavoro da anni, quindi sperare di fare il botto fin da subito può rivelarsi una velleità che alla lunga disillude.
Alcuni suggerimenti per avviare una discoteca, comunque, possono essere quelli di indirizzarsi a più generi di pubblico diversi, magari a seconda del giorno della settimana. Ci saranno, allora, alcune serate dedicate ai giovani ed altre ai quarantenni, prevederemo la serata latino americana e la serata house, la serata gay e la serata sobria, quella trasgressiva e quella a basso costo. E ancora, potremo scegliere tra musica anni Sessanta e musica afro, musica disco e musica revival. Inoltre, dovremo decidere se realizzare una o più sale, con piste da ballo vicine o separate.

In generale, poi, se si vuole avviare un’’attività di questo tipo è necessario, come primo passo, presentare richiesta di una serie di documenti e autorizzazioni. È necessario, infatti, iscriversi al registro esercenti e al registro delle imprese della Camera di Commercio. Inoltre bisogna procurarsi il certificato di destinazione d’’uso dei locali, la licenza di pubblica sicurezza, che viene rilasciata dal Comune, e la licenza amministrativa, anch’’essa rilasciata dal Comune. Infine risultano vincolanti i pareri della Commissione provinciale di vigilanza, che fa riferimento alla Prefettura, la quale dovrà valutare alcuni dati quali metratura del locale, uscite di sicurezza e posizione geografica.
Tutti parametri che si rivelano fondamentali per questioni di sicurezza (per esempio per far sì che in caso di incendio sia possibile evacuare il locale il più velocemente possibile). Non è finita: dovremo richiedere ai Vigili del fuoco il certificato di prevenzione degli incendi, e alla Ussl locale l’’autorizzazione sanitaria.
Areazione e impianti elettrici dovranno essere adeguati a quanto disposto dalle norme di legge, così come la presenza di arredi ignifughi e i servizi igienici, che devono essere uno ogni cinquanta persone.

Dovremo tenere conto della necessità di un guardaroba, una biglietteria, un servizio bar, dei camerini per gli artisti, se vorremo una sala giochi, magari multimediale, gli uffici di amministrazione e direzione. Ancora, all’’esterno sarà fondamentale che i clienti possano trovare un ampio parcheggio. Ecco perché recentemente sempre più discoteche stanno aprendo lontani dai centri urbani.
Infine uno sguardo alla attrezzature tecniche: dovremo procurarci, tra l’’altro, impianto luci, stazione di mixaggio, impianto video, sala virtuale, impianto audio, piste da ballo, cabine di regia e impianto di ricircolo dell’’aria.

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5 comments

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  1. SkyIT

    Grazie per il tuo post vorrei alcune informazioni se sei ingrado di fornirle
    Considerando di affittare un locale per darti un idea 500 mq
    e volendo creacrci dentro una discoteca, intorno a quanto si aggira il costo di quest impresa tra:
    Impianto audio con cablaggio
    stativi travi per il set luci
    set luci assortito
    sistema di riciclo dell aria
    certificazioni necessarie
    insonorizzazione e materiali ignifughi
    creazione del bar e arredamento estetico
    Sommando tutto questo, escluso l affitto del locale che non ho idea di quanto possa essere a quanto ammonta il costo di “allestimento” ?
    Ti rigranzio
    SkyIT

    • Fabrizio

      Parti da queste due norme…
      • artt. 68 e 80, R.D. n. 773 del 1931 (TULPS);
      • D.P.R. n. 407 del 1994.

      In generale il quadro delle autorizzaizoni necessarie o che possono esserlo dovrebbe essere quello qui di seguito:

      Per presentare la richiesta l’autorizzazione al Comune, occorre munirsi della
      • Verifica di compatibilità del locale con le norme urbanistico-edilizie vigenti nonché con le norme a tutela delle aree di particolare interesse e valore archeologico, storico, artistico ed ambientale.
      Inoltre, per il rilascio dell’autorizzazione, dovranno essere richiesti e ottenuti preventivamente dalla Commissione provinciale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo presso la Prefettura competente:
      • il Parere di fattibilità; e
      • la Verifica di agibilità;
      che vengono espressi in base a parametri quali (i) la localizzazione, (ii) le uscite di sicurezza e (iii) la metratura del locale per quanto attiene alla capacità ideale di contenimento.

      L’autorizzazione viene rilasciata dietro presentazione di una domanda indirizzata al Comune corredata dei documenti di seguito indicati:
      • Autocertificazione da parte del socio/dei soci con poteri di firma, in caso di società, su requisiti soggettivi e antimafia;
      • Attestazione di versamento dei diritti spettanti al Comune, ove previsti;
      • Certificato di destinazione d’uso dei locali rilasciato dal Comune;
      • Licenza amministrativa e di pubblica sicurezza rilasciata dal Comune;
      • Dichiarazione tecnica della conformità urbanistica e dell’abbattimento delle barriere architettoniche;
      • copia del Certificato di prevenzione incendi o richiesta del medesimo certificato già presentata al comando provinciale dei Vigili del Fuoco, per locali con capienza superiore a 100 persone;
      • Dichiarazione tecnica attestante la conformità del locale alle norme in materia di inquinamento acustico;
      • copia della ricevuta attestante il pagamento dell’abbonamento speciale alla RAI (solo per locali nei quali sono installati apparecchi televisivi/radiofonici).

      Ed, ove previsto dalle norme e dai regolamenti locali,
      • Atto dal quale risulti che colui che richiede l’autorizzazione ha la piena disponibilità del locale (ad es.: contratto di affitto; atto di proprietà; contratto di comodato d’uso; ecc.);
      • Dichiarazione di inizio attività SIAE (ai fini dell’autocertificazione è richiesto il numero, la data e la validità della dichiarazione);
      • Iscrizione alla Camera di commercio;
      • Certificazione di conformità degli impianti elettrici;
      • Certificazione di conformità degli impianti di areazione;
      • Certificazione di conformità degli arredi ignifughi
      • Attestazione di conformità del numero di servizi igienici (proporzionato alla capienza effettiva: min. uno ogni 50 persone);
      • Attestazione di possesso dei requisiti dei servizi accessori (servizio bar; il guardaroba; la biglietteria; camerini per gli artisti; gli uffici di direzione);
      • Attestazione di conformità e di dotazione di ampi parcheggi;
      • Atto costitutivo della società/associazione o MAD della società (ai fini dell’autocertificazione è richiesta la data dell’atto, il nominativo del notaio, il numero del repertorio e il luogo, la data e il numero di registrazione).

      Spero vi sia ancora utile tutto ciò… ^__^

  2. Sergey

    Giusto due cosette, vedo. Un gioco da ragazzi, insomma.
    Queste cose, questi ostacoli burocratici possono esistere solo in Italia. Ma perché non cacciate fuori dalle stanze del potere (a calci in culo ovviamente) tutti i cialtroni che vi governano??
    Possibile che siate così assuefatti allo strapotere da non rendervi conto che vi stanno fottendo tutto, pure la dignità d’esistere?
    Vi sembra normale che, per avviare un’attività ludica sia necessario combattere (perché di combattimento si tratta) con tutte queste amenità, cavilli burocratici, concessioni, autorizzazioni, pareri, conformità, certificati, dichiarazioni tecniche di mille enti diversi, che esprimeranno mille pareri differenti? Capisco che sia necessaria un’autorizzazione tecnica autorevole, ma una soltanto, eseguita da un ente che dovrebbe avere il compito di rilasciare l’idoneità dopo aver valutato ogni questione. Poi segue la licenza, quindi l’avviamento. Che ci vuole? Avete così tanti cialtroni statali ai quali serve dare lavoro??? Se si, allora fuori anche loro, magari evitando i calci in culo :))

  3. Angy

    Si infatti… nn ho parole…
    ma che schifezza….
    poi nn so in altri paesi…
    Ma qui in italia fa schifo tt cio’ !!!

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