Come coltivare i talenti di un bambino

Coltivare i talenti di un bambino è essenziale per poterlo educare a diventare una persona equilibrata, fiduciosa in sè e aperta verso la vita.
Prima di tutto è vitale comprendere che ogni bambino è diverso, unico e speciale.
Sembra scontato, ma in realtà molti genitori vorrebbero i figli diversi, con caratteristiche magari simili a quelle da loro possedute, con le stesse capacità e gli stessi interessi. Invece è fondamentale ascoltare sempre i nostri figli, per poter capire cosa li attrae veramente, e verso cosa sono più portati. Il segreto è quello di iniziare a coltivare i loro talenti tramite il gioco, le attività extrascolastiche, che possano stimolarli e incentivarli a lavorare su più fronti (concentrazione, relazione ecc..)
È però inutile sforzarli, spingendoli verso uno sport o una disciplina che a noi piace o che noi riteniamo utile per il suo sviluppo: osserviamo invece se nostro figlio è più attirato dalla musica, o dalla ginnastica, o dalla danza. Cerchiamo di capire se è un tipo concentrato, sempre in movimento, riflessivo, timido o magari solitario.
Una volta individuato il suo carattere, cerchiamo di cogliere quali sono i suoi interessi, basati sulle sue capacità REALI, non quelle che noi vorremmo lo fossero.
Se ad esempio è molto timido, evitiamo di gettarlo nella mischia di un campionato di calcio, o se invece è iperattivo, sarebbe meglio non proporgli un corso di lettura.
Sottoporgli nuovi stimoli è il modo migliore per osservare le sue reazioni, il modo con cui si adatta all’ambiente che lo circonda e come interagisce con gli altri.
Una volta osservate le sue mosse, sta a noi proporre altri obiettivi, ma sempre cercando quelli a cui lui possa realmente interessarsi: offriamogli spesso qualcosa da leggere, spingiamolo a conoscere il più possibile cose nuove, a fare più esperienze possibili (in particolare insieme ai suoi genitori, perché è così che un bambino apprende meglio e più piacevolmente).
Spieghiamo a nostro figlio ogni cosa ci domandi, con più dedizione che riusciamo; in questo modo gli trasmetteremo amore per la conoscenza, e non solo il fastidio e il dovere dell’imparare.
Con fermezza scuotiamo però il carattere pigro e quello ribelle; è bene che fin da piccoli i bambini imparino a portare a termine i loro compiti e i loro piccoli doveri e mostrino rispetto verso le figure adulte e l’autorità.
Cerchiamo di essere pazienti con lui, in modo che egli lo sappia essere verso gli altri.
Infine, e soprattutto, amiamo nostro figlio esattamente così come egli è: questo è il modo migliore per crescere un uomo pieno di fiducia nelle sue capacità. Sproniamolo ad essere sempre migliore, ma senza imporgli traguardi o mete irraggiungibili: facciamo crescere in lui il senso della famiglia, del dovere, dell’amicizia, dell’amore.
In questo modo non solo egli crescerà conoscendo e amando, ma sarà pronto ad usare con gioia tutti i talenti che avrà scoperto di possedere.

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