Coltivare la borsa del pastore

La borsa del pastore, il cui vero nome è “Capsella bursa pastoris”, è una pianta appartenente alla famiglia delle Cruciferae, e prende il nome dal fatto che un pastore che curava con questa pianta alcune delle sue pecore, ne somministrò l’estratto fresco ripetutamente ad una donna che soffriva di emorragia uterina.
La caratteristica di questa pianta, infatti, era quella di esser utilizzata come emostatico, anche durante la Grande Guerra, in sostituzione di altri rimedi difficilmente reperibili.
Secondo alcuni, invece, il suo nome di origine latina potrebbe derivare dal fatto che i suoi frutti ricordano molto la forma della borsa tipicamente usata dai pastori e contenente sale da dare alle pecore.

La Capsella è una pianta dal fusto molto esile, le cui foglie, dal lembo a volte inciso, le danno la forma di una rosa. Quelle lungo il fusto hanno invece una forma lanceolata. Nella varietà comune presenta dei fiori bianchi piccoli, con una fioritura primaverile che si protrae in estate. Il frutto ha una forma triangolare che ricorda un cuore. Il fusto esile, rimane eretto consentendo alla pianta di raggiungere un’altezza di mezzo metro. Ve ne sono però alcune specie che a malapena raggiungono i trenta centimetri, perché preferiscono estendersi in maniera orizzontale, assumendo una forma strisciante.
La caratteristica di questa pianta è quella di resistere e adattarsi ai diversi climi, da quello collinare a quello montuoso. Imperversa nei terreni incolti, estendendosi anche lungo i muretti a secco in pietra. Se dobbiamo scegliere di coltivarla, però, è preferibile trovarle una buona esposizione al sole.
Si manifesta in tante specie, che variano a seconda delle zone sia nella forma del frutto che in quella delle foglie, ma anche nel colore dei suoi fiori; il suo portamento può essere diverso, fissandosi in forme abbastanza circoscritte e particolari, a causa dell’impollinazione diretta, perché i fiori sono ermafroditi.
Si tratta di una pianta coltivabile in casa, in giardino e in vaso, perché non richiede cure e non ha esigenze particolari. Può essere annuale o biennale, a seconda delle specie, e necessita di pochissima acqua, dal momento che imperversa indisturbata anche nei terreni più incolti.
I suggerimenti per coltivarla sono pochi. Basta avere un terreno ben drenato e molto soffice, ma da annaffiare solo di rado, circa ogni due settimane. Volendo concimarla, è possibile farlo in primavera, fornendole un terreno misto ma contenente molto azoto. Di solito non è considerata una pianta da abbellimento, per cui chi la coltiva sceglie di farlo perché la utilizza a scopi curativi oppure in cucina. Ciò che non si usa di questa pianta sono le radici. Per il resto, oltre che per le proprietà medicamentose per le quali viene utilizzata in caso di ciclo mestruale abbondante, per la cura di varici ed emorroidi e nella diarrea, può essere mangiata cruda in insalata e le sue foglie ricordano molto il sapore del cavolo.
Le foglie e i frutti della Capsella possono essere raccolti sempre, ma è preferibile farlo nel periodo “balsamico”, quello in cui i principi attivi sono al massimo e possiamo trarne maggiore beneficio.

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