Come coltivare il grano

La coltivazione del grano è stata fondamentale per nutrire milioni di persone nel corso dei secoli, tanto che l’ottimizzazione della coltura dei cereali è stata una grande conquista dell’uomo.
Le varietà di grano che esistono in natura sono numerose, ma la modalità di coltivazione delle stesse sono simili. La differenza principale sta tra la coltivazione dei frumenti invernenghi e quella dei frumenti marzuoli.
I primi vengono seminati tra il mese di ottobre e quello di novembre, mentre la varietà marzuola viene seminata appunto in marzo.
Il primo passo da compiere è quello dell’aratura del terreno che deve essere di una profondità di 25 centimetri. Segue subito dopo l’erpicazione che ha lo scopo di affinare la superficie. La semina avviene solitamente tramite una procedura meccanizzata con l’utilizzo della seminatrice a righe gravitazionale. Questa macchina distribuisce i chicchi in file parallele solitamente equidistanziate e li interra ad una profondità di circa 2 cm.
Una notevole importanza è propria della concimazione, questa fase della lavorazione viene solitamente fatta d’inverno con l’azoto. In presenza di terreni che da molto non vengono concimati, è preferibile integrare l’azoto con altri importanti elementi come il fosforo ed il potassio.
Nel mese di febbraio va inoltre effettuata la rullatura del terreno per riaccostare le radici e la somministrazione del diserbante contro le erbe infestanti,
Oltre le erbe infestanti sono molti i parassiti vegetali ed animali che possono compromettere la crescita del grano. Tra i parassiti vegetali più comuni si annoverano le specie fungine, mentre i parassiti animali più temibili sono alcune cimici e le larve di alcune farfalle.
Nel caso in cui dovessero comparire queste tipologie di parassiti è necessario intervenire con tempestività onde evitare perdite parziali o totali del raccolto.
La pianta del grano si sviluppa rapidamente in primavera, fino a superare i 60 cm, e a giugno le spighe sono mature. Il grano è maturo quando la pianta diventa marrone ed i semi secchi.
La raccolta del grano si effettua con l’impiego di una macchina chiamata mietitrebbia che permette di tagliare la pianta (operazione di mietitura) e di separare i chicchi dalla pula ( operazione di trebbiatura).
Qanto costa coltivare il grano ? Be’ dipende ovviamente dalla grandezza dell’appezzamento di terreno che volete dedicare a questa coltura. Sicuramente se si possiede un piccolo appezzamente di terreno è sconsigliabile coltivarlo in autonomia, in quanto i ricavi ottenuti dalla vendita del prodotto sarebbero molto probabilmente inferiori ai costi.
Alcuni miei conoscenti hanno preferito, a conti fatti, dare in affitto il loro appezzmento agricolo ad un coltivatore e percepire una somma in cambio, piuttosto che provvedere in autonomia.
Il discorso cambia se si possiedono grandi appezzamenti, in tal caso, infatti, i costi di semina, di diserbo, di concimazione e di raccolta si distribuiscono in qualità più elevate e in proporzione si riducono notevolmente.
Il vantaggio nella coltivazione del grano è che esso ha un valore fissato dal mercato e che comunque è un tipo di cereale che è sempre richiesto per il notevole uso che se ne fa in economia.
Gli svantaggi più significativi sono legati a condizioni climatiche, che possono provocare perite nel raccolto finale.

1 comment

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  1. Iacopo

    Salve
    spero di trovare un’anima pia che possa aiutarmi :)

    avrei bisogno di sapere qual’è la procedura completa e costi per destinare una parte degli ettari di un azienda agricola alla coltivazione di cereali

    grazie in anticipo

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