Come coltivare il gelsomino

Di varietà il gelsomino ne conta circa 300, anche se quella più comune, che fa bella mostra di sé sui nostri terrazzi, è la pianta rampicante che produce quei piccoli fiori bianchi, che soprattutto di notte emanano un gradevole profumo. Bello a vedersi sono anche il Plumbago Carpensis con i suoi splendidi fiorellini azzurri, il gelsomino con i fiori gialli detto “di San Giuseppe” e quello con i fiorellini colore rosa.
Questa pianta, appartenente alla famiglia delle Olacee che si dice sia giunto in Europa dalle Indie Orientali nel 1500, importato dai navigatori spagnoli, non ha bisogno di cure particolari e riesce a meravigliarci con i suoi piccoli fiori profumati un po’ in tutti i mesi dell’anno, dipende molto dalla specie e dal clima della zona in cui viene coltivato. Infatti, specie nelle regioni del centro e in quelle del sud, coltivare i gelsomini è semplice e da ottimi risultati, grazie al clima particolarmente favorevole anche in inverno che riesce a regalare la giusta quantità di sole che gli necessita per crescere e svilupparsi in ottima forma. Il gelsomino infatti deve godere del sole diretto per almeno qualche ora al giorno, visto che è una pianta che ama la luce e il sole. Pertanto fate in modo di posizionarla in una zona luminosa e soleggiata, e al riparo dal vento.
La pianta piuttosto soffre il freddo e le gelate, pertanto al nord si può coltivare osservando alcune norme. Infatti basterà coltivarle in zone riparate, dove le temperature non scendano al di sotto dello zero per periodi prolungati. E comunque si potrà cospargere il piede della pianta con le foglie secche o con della semplice paglia, evitando così che il terreno si geli con l’arrivo dei primi freddi. Queste piante possono durare al freddo pochi giorni e nel caso dovessero seccare alcuni rami, ricordatevi che basterà tagliare il gelsomino alla base per vederne spuntare di nuovi. La sua riproduzione avviene per talee e non è un’operazione difficile da effettuare. Basterà infatti tagliare i rami di legno semimaturo, in una lunghezza massimo di 10 centimetri, che però abbiano con sé una parte del ramo portante. Questi poi andranno interrati per un certo periodo e sino a quando non metteranno le radici, si passerà così a metterle a dimora. Il periodo migliore per fare ciò, sono i mesi che vanno da aprile ad ottobre, e dipende sempre dalla zona e dal clima in cui si coltiva la pianta. La propagazione avviene anche per propaggine. Il periodo adatto al rinvaso è tra la fine di febbraio e marzo. La potatura potrà essere effettuata in primavera, e si asporteranno i rami secchi e i fiori appassiti. In questo modo la pianta riprenderà vigore e metterà anche nuovi rami.
Per quanto riguarda l’irrigazione, è una pianta che non necessità di tanta acqua e che potrebbe sopravvivere anche con quella piovana. Insomma, date l’acqua al gelsomino solo in caso di necessità ed evitate i periodi di siccità prolungati. Inoltre, allo stesso tempo, si dovrà fare attenzione a non lasciare ristagni di acqua nei sottovasi, mantenendo però il terreno umido. Le irrigazioni potranno diminuire dopo che la pianta avrà attecchito.

gelso

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