Come coltivare il Ciclamino

Plinio il Vecchio sosteneva che se una persona piantava un ciclamino questi diventava immune dai filtri malefici fatti contro di essa: era quindi a tutti gli effetti un amuleto.
Oggi il ciclamino è considerato come uno dei fiori più comuni e facili da reperire sul mercato: con una spesa minima di 2,50 – 5,00 euro (dipende dalla grandezza della pianta) si possono avere dei fiori bellissimi e colorati sui nostri terrazzi per tutto l’inverno! Si, ma come prendersene cura?
Coltivare un ciclamino non è una cosa facile, e soprattutto garantire una fioritura sana e costante risulta essere molto impegnativo. Innanzitutto è bene sapere che ne esistono diverse specie:
1. Cyclamen persicum: originario dell’Asia Minore, della Siria e del Libano, deve il suo nome (persicum) alla pesca, del quale ha lo stesso colore.
2. Cyclamen graecum: il classico ciclamino presente sul nostro mercato, con una colorazione che va dal rosa chiaro al salmone.
3. Cyclamen balearicum: dai fiori piccoli, bianchi e dalla gola rossa e profumata leggermente.
4. Cyclamen libanoticum: fiorisce a partire da febbraio.

Questi sono i più famosi, ma esistono anche specie selvatiche e bellissime che però non devono assolutamente essere raccolti poichè protetti.
Ritornando alla coltivazione è bene ricordare che ogni pianta ha bisogno della giusta temperatura per poter vivere bene: quindi il nostro ciclamino potrà essere tenuto sul terrazzo solo se abitiamo in una zona dove il clima invernale non è particolarmente rigido e comunque nelle notti di ghiaccio e neve occasionali sarebbe bene tenerlo all’interno. Se invece la pianta si trova all’interno, è bene non averla vicino a termosifoni e simili, e non esporla alla luce diretta del sole poichè anche se debole, può bruciare letteralmente le foglie e i fiori, soprattutto quando i raggi passano attraverso i vetri. Un’attenzione particolare meritano foglie e fiori appassiti: è bene, infatti, eliminarli tempestivamente, onde evitare che marcisca e venga attaccato da batteri e simili. Sia le foglie che i fiori in fase di necros dovranno essere eliminante dalla base, magari con delle forbici disinfettate preventivamente con una fiamma, e senza lasciare eventuali residui di steli. Nel caso si procuri una lesione alla pianta effettuando questa operazione, si può correre ai ripari con della cera di candela, così da evitare l’attacco di muffe.
Per quanto riguarda l’annaffiatura, il terreno dovrà essere sempre umido, ma non zuppo, l’ideale sarebbe mettere dell’acqua nel sottovaso e aspettare 20 – 30 minuti per farla assorbire, dopo questo tempo è possibile scolare l’acqua in eccesso dal sottovaso. Importante è non innaffiare la parte centrale della pianta.
La fioritura avviene dal periodo invernale fino a marzo-aprile, e per intensificarla e sostenerla, sarebbe utile procede ad una concimazione mirata, aggiungendo all’acqua dell’innaffiatura un più alto concentrato di potassio.
Unico neo è che il suo tubero è velenoso per l’uomo (ma non per gli animali) per il resto è un fiore bellissimo che va sicuramente aggiunto al vostro terrazzo…il mio ne è pieno!

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