Cinque cose da ricordare quando si va a un colloquio

Non credo che ci sia una formula valida in assoluto per avere successo ad un colloquio di lavoro ma che ci siano alcuni accorgimenti da tener presenti, per fare se non altro buona impressione, credo invece che sia vero.
Fino ad ora di colloqui di lavoro mi è capitato di farne un paio ed ogni volta ho ottenuto il lavoro che cercavo ma non credo che ciò sia avvenuto perché depositaria di una formula magica, probabilmente per una serie di circostanze fortunate che possono non verificarsi anche se si sostiene un colloquio perfetto.
La prima cosa che mi sento di suggerire è di fare attenzione all’abbigliamento che si indossa per l’occasione. Niente di esageratamente vistoso ma neanche di esageratamente modesto. Gli estremismi possono essere elementi di disturbo ad un sereno colloquio anche se è vero che in alcuni casi anche un abbigliamento particolare può avere un peso, soprattutto per determinate tipologie di lavoro. In linea di massima credo che mantenere una certa sobrietà senza sacrificare – se lo si vuole – qualche tocco particolare con accessori scelti con gusto.
Altra regola secondo me importante: anche se può essere buona cosa cercare di assecondare colui o colei con sui si è a colloquio cercando di andare incontro al suo favore rispondendo ciò che si vorrebbe sentire rispondere credo che sia fondamentale restare se stessi e non dare un’immagine di se troppo diversa dalla realtà perché poi, a lavoro ottenuto, o si dovrà indossare per sempre una maschera o si mostrerà ben presto di essere diversi da come ci si è presentati. E aver ottenuto un lavoro a seguito di un positivo colloquio non è mica garanzia di durata eterna del contratto di lavoro! Per cui… occhio!
Importante cercare dei piccoli accorgimenti per presentarsi bene: non andare a dormire tardi la sera, non alzare il gomito se la sera prima si va a cena fuori, curare il proprio aspetto con una buona pettinatura ed un buon make up (se si è donne) ma senza esagerare. Un viso troppo truccato può risultare sgradito al pari di uno troppo trascurato.
Nel colloquio parlare con calma senza concitazione e, possibilmente, senza dare l’idea di pendere dalle labbra di colui o colei con cui si parla. Anche se si è alla disperata ricerca di un lavoro credo che si debba trasmettere una certa serenità d’animo e non un impellente bisogno di trovare qualunque cosa pur di lavorare.
Cercare di interrompere il meno possibile il proprio interlocutore che avesse spiegazioni da fornire: mai dimostrarsi troppo sicuri di se ma, allo stesso tempo, non sottovalutarsi troppo. Quando si hanno conoscenze specifiche è bene far valere la propria preparazione senza, però, assumere un atteggiamento presuntuoso perché ciò potrebbe disturbare il proprio interlocutore e pregiudicare l’esito del colloquio. Rispondere con risposte semplici ed immediate, non con discorsi troppo articolati che potrebbero essere presi come segno di insicurezza o di presunzione eccessiva, come se si volesse mettere a disagio la persona che ci si trova davanti. Si ha sempre a che fare con qualcuno che ha una posizione di superiorità per cui il rispetto di tale situazione si attua anche con un atteggiamento referente ma non troppo. Gli eccessi, anche in questo caso, non vanno bene.

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