Chimica Organica di base: Esteri

Spiegare in termini semplici cos’è un “estere” non è per niente facile. Ci si deve necessariamente rifare ad una definizione chimica piuttosto dettagliata ed anche difficile da comprendere per chi non ha un minimo di conoscenza di base. Io ho studiato chimica alle scuole superiori – un bel po’ di tempo fa a dire il vero – e pur non avendo approfondito la materia negli anni successivi avendo scelto un corso di laurea lontano dalle materie chimiche, mi ricordo parecchi concetti base anche per averli ripassati assieme a mia nipote in occasione di alcune lezioni che ho fatto con lei per aiutarla a studiare.
Gli esteri sono composti organici prodotti durante il processo di acetilazione di un alcol o di un fenolo con acido carbossilico o un suo derivato. Il processo di esterificazione si ottiene partendo da un alcol cui si somma un acido carbossilico: da questa reazione si origina un estere oltre a delle molecole d’acqua.
Gli esteri si distinguono in due grandi categorie: gli esteri organici e quelli inorganici che, pur avendo caratteristiche molto simili, hanno però delle strutture diverse gli uni dagli altri, anche se non di molto.
Le denominazioni che vengono dati agli esteri segue a quella dei sali degli acidi reagenti per tanto si potrà avere palmitato di metile o acetato di etile, tanto per citare qualche esempio, a seconda dei sali degli acidi reagenti.
Risparmio la formula chimica, ancora più incomprensibile per chi fosse digiuno dell’argomento ma posso dire che in genere gli esteri a basso peso molecolare sono dei composti chimici che hanno un odore dolciastro, gradevole, che somiglia molto alle profumazioni fruttate a differenza di quelli che invece hanno un peso molecolare più alto che, per loro natura, non hanno alcun odore caratterizzante. Tra gli esteri naturali ad alto peso molecolare ci sono le cere così come i grassi. Sotto l’aspetto biologico gli esteri si suddividono in tre classi: esteri di frutta, cere e gliceridi. Una classificazione, questa, che viene effettuata in base alla lunghezza della catena degli atomi di carbonio in essi contenuti oltre che dal tipo di alcool e di acido che interagiscono tra loro.
Gli esteri di frutta sono i più piccoli, dove acido ed alcool hanno catene corte, con meno di dieci atomi di carbonio e li si trova comunemente nelle profumazioni fruttate, siano esse di derivazione naturale che artificiale. Le cere hanno catene di carbonio – sia nell’alcool che nell’acido – con più di dieci atomi mentre i gliceridi sono caratterizzati dal fatto che l’alcool reagisce con la glicerina. A loro volta questo tipo di esteri possono essere classificati in monogliceridi, digliceridi o trigliceridi. Questi ultimi sono molto noti e molto comuni: sono i più numerosi lipidi semplici.

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