Che cos’è il testamento biologico

Testamento biologico: se ne parla tanto, in televisione e sui giornali, ma non sempre a proposito, e soprattutto non sempre con cognizione di causa. E allora cerchiamo di scoprire di che cosa si tratta. Quando si parla di testamento biologico si fa riferimento a un documento scritto da una persona nel quale vengono indicate le proprie volontà per quanto riguarda i trattamenti medici cui vuol essere o non essere sottoposta, valido specialmente nel caso in cui non dovesse più essere in grado di comunicarle direttamente. Tali trattamenti possono riguardare la semplice somministrazione di medicinali, oppure la rianimazione, oppure il sostentamento vitale, o ancora il mantenimento in vita in caso di stato vegetativo. È importante sottolineare che la legislatura del nostro Paese non ha ancora giudicato ufficialmente valido questo documento: ciò non toglie che esso mantenga un’importanza particolare per una serie di ragioni. Innanzitutto, tante più persone intraprenderanno il passo di compiere il testamento biologico, tanto più il legislatore (il Parlamento) sarà costretto (o, per meglio dire, sentirà il bisogno) a riconoscere la validità di tale documento, ovverosia il diritto all’autodeterminazione da parte di una persona anche nel momento in cui essa non è più in grado di esprimerlo direttamente. Inoltre, molti di noi sanno, anche per esperienza diretta, che in generale i medici hanno un notevole potere discrezionale quando si tratta di sottoporre farmaci e, in generale, cure (quindi parliamo della valutazione di intervenire chirurgicamente, oppure di somministrare un farmaco a una dose piuttosto che a un’altra, tanto per fare due esempi). Con il testamento biologico il medico può sentirsi indirizzato nelle scelte da compiere, anche se non obbligato, in moda da rispettare la volontà del paziente. Aggiungiamo che la Costituzione Italiana riconosce il diritto all’autodeterminazione. Ecco perché sarebbe importante che il Parlamento intervenisse in questo senso anche per quanto riguarda coloro che non sono in grado di manifestare verbalmente la propria volontà. Chiaramente nessuno si augura di capitare in una situazione del genere, ma se dovesse succedere, aver redatto un testamento biologico contribuirebbe al rispetto della volontà personale. Ma come è possibile redarre un testamento biologico? Specifichiamo che sono possibili diversi modi, e che il ricorso a uno non compromette il ricorso a un altro. Diverse amministrazioni comunali, per esempio, hanno messo a punto un registro dedicato ai testamenti biologici. Potremmo, quindi, informarci presso il sindaco o l’assessore con delega alla sanità della nostra città se tale opzione è disponibile dove abitiamo. Possiamo creare un testamento biologico anche tramite il giudice tutelare delegato alla nomina di un amministratore di sostegno. Infine, possiamo creare un testamento biologico personalmente, firmandolo e producendone diverse copie, in modo tale che più individui (familiari, amici, il nostro compagno, la nostra compagna, semplici testimoni) possano consegnarlo ai medici che ci hanno in cura nel caso, disgraziato, in cui dovesse servire. Non solo: vi è anche la possibilità di inviare una copia firmata del testamento biologico ad associazioni che si occupano di raccogliere questo tipo di documenti: citiamo, per esempio, la Fondazione Veronesi, Exit Italia e Libera Uscita.

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