Come calcolare il periodo fertile

L’individuazione del periodo fertile è fondamentale per una donna che voglia condurre una vita sessuale consapevole: sia che cerchi di avere un bimbo o tenti di aggirare una gravidanza conoscere se stessa ed i propri ritmi naturali non può che regalare serenità al rapporto di coppia.

Per riuscire a determinare i giorni fecondi bisogna cominciare con l’imparare come funziona il ciclo mestruale.

Un ciclo regolare è di 28 giorni, ma può variare da 25 a 34, l’ovulazione è circa a metà quindi intorno al 14° giorno, sempre contando dal primo giorno di mestruazione; il problema consiste nell’individuare con precisione il giorno dell’ovulazione.

Sotto l’azione di due ormoni – FSH ed estrogeni – l’ovaio comincia a produrre follicoli ma solo uno di essi, producendo LH, un altro ormone, matura fino a rilasciare entro 24 ore la cellula uovo nella tuba.

Il collo dell’utero intanto avrà cominciato a produrre muco per favorire e selezionare gli spermatozoi, questo, modificandosi progressivamente, nel giorno dell’ovulazione diventerà trasparente e filamentoso.

Mediante l’osservazione del muco cervicale e delle variazioni del proprio corpo, come dolorini o gonfiori, la donna può imparare a riconoscere il periodo fertile che inizia quando compare il muco e la sensazione di “bagnato” fino a 3 giorni dopo l’ovulazione. Infatti, mentre l’ovocita vive 24 ore, gli spermatozoi possono sopravvivere fino 3-5 giorni.
I seguenti 14 giorni sono sterili.

Se questo metodo, denominato Metodo Billings, viene utilizzato per evitare una gravidanza bisogna avere qualche accorgimento in più ed evitare rapporti durante le mestruazioni in quanto, qualora il ciclo in quel mese fosse più breve, ovviamente non si potrebbe individuare durante i giorni del flusso né il muco né la sensazione di bagnato.

A sostegno di chi vuole usare i metodi naturali c’è anche il metodo della temperatura basale che consiste nella misurazione rettale o vaginale ogni giorno al mattino. Si potrà osservare che la temperatura prima scende un po’ poi, in coincidenza della fine della ovulazione, risale di 3-5 decimi restando tale fino alla mestruazione.

Esistono inoltre degli “stick ovulatori“, cioè dei test che individuano la presenza degli ormoni responsabili della regolazione del ciclo mestruale.
Ad esempio, se l’ormone LH risulta positivo sapremo con precisione che l’ovulazione avverrà in quel giorno e comunque entro le 24 ore.

Questi stick sono facili da usare perché è sufficiente usare un semplice campione di urina della notte e poi hanno un’attendibilità del 90%.

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