Come battere la fibromialgia e la fatica cronica

La fibromialgia o sindrome fibromialgica è una sindrome che porta il paziente a soffrire di dolori muscolari cronici diffusi per tutto il corpo che spesso si accompagna ad un senso generale di rigidità muscolare.
La parti del corpo che maggiormente sono colpite dal dolore sono: colonna vertebrale, braccia, polsi, cosce, spalle e cinto pelvico.
Altri effetti che spesso si accompagnano al dolore cronico sono: disturbi dell’ umore, astenia e disturbi del sonno; la fibromialgia inoltre è caratterizzata da resistenza ai comuni antidolorofici ed il dolore cronico è di tipo migrante.
La causa esatta da cui deriverebbe questa malattia è tuttora sconosciuta, alcuni studi ritengono che alla base della sindrome ci siano fattori di stress sia fisico che psico fisico.
Per quanto riguarda la diagnosi, gli elementi principali che permettono di riconoscere la malattia sono due: una anamnesi che riveli che il dolore sia diffuso in maniera simmetrica e che perduri da più di tre mesi e la palpazione di 18 punti chiave, chiamati tender points, che nel caso di pazienti affetti da fibromialgia risultano doloranti almeno per un numero pari a 11.
Per curare questa sindrome esistono due tipi principali di terapie, una naturale ed una farmacologica.
La terapia naturale prevede nei primi giorni un riposo assoluto (anche se il paziente non deve ma stare immobile), dopodichè va esercitato con una certa frequenza dello stretching lavorando in questo modo sui muscoli dolenti per 30 secondi a muscolo.
Molto consigliata anche l’ attività fisica, che va portata avanti con frequenza ma senza forzare troppo i muscoli, questa attività aerobica va incrementata gradualmente senza mai eccedere.
Ultimamente, inoltre, si è sviluppata una tecnica fitoterapica chiamata “Fitoterapia Transdermale” che prevede l’ apllicazione sulla pelle, tramite massaggi, di gel, oli e creme che contengono un alto grado di estratti vegetali dalle proprietà antinfiammatorie e miorilassanti.
Per quanto invece riguarda una terapia farmacologica, l’ impossibilità di formulare delle diagnosi basate su evidenze mediche e la forte natura equivoca della sindrome rendono impossibile formulare una terapia universale che possa funzionare in tutti (o nella maggior parte) dei casi.
La terapia più frequente prevede l’ assunzione di farmaci, molto comunu sono i FANS (antinfiammatori non steroidei) che però hanno portato a scarsi risultati, più efficaci invece si sono rivelati i miorilassanti.
Altre terapie invece prevedono l’ assunzione di antidepressivi, altre prevedono l’ utilizzo di integratori di calcio, magnesio e altre vitamine, i quali non danno un beneficio reale e vengono perlopiù utilizzati come strumenti di automedicazione.

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