Come avviare e gestire un’attività in proprio

L’avviamento e la gestione di una attività (artigianale, commerciale o professionale) in proprio richiede alcune operazioni fondamentali, operazioni che possono variare a seconda della tipologia. Prima di tutto, occorre definire una società individuale, con ragione sociale, richiedendo congiuntamente l’attribuzione di partita iva , iscrivendosi presso la Camera di Commercio. Condizione principale per poter svolgere una attività è il possesso di requisiti soggettivi previsti dalla legge, ovvero non può essere esercitata attività qualora si sia stati dichiarati falliti o condannati penalmente o sottoposti a misure di prevenzione, salvo non aver riottenuto la riabilitazione passati cinque anni. Per la normale gestione dell’attività, è fondamentale l’apertura di un conto corrente bancario, da indicare anche in un apposito modulo che l’Agenzia delle Entrate invierà dopo l’attribuzione della partita iva. Si consiglia di tenere separato questo conto corrente da quello personale, soprattutto ai fini di eventuali richieste di successivi finanziamenti presso gli appositi istituti di credito. In particolare, può essere utile in fase di avviamento stilare un “Business Plan”, col quale illustrare idee, obiettivi e metodologie di raggiungimento, da presentare per l’ottenimento di finanziamenti. Infine, è bene pensare alla tenuta della contabilità (in regime semplificato se non si supera una certa soglia di fatturato), per esempio affidandosi ad uno studio commercialista. Da tener conto che col passare del tempo potrebbe sorgere l’esigenza di affiancare collaboratori per la propria attività: i costi dell’attività vanno quindi maggiorati del trenta o quaranta per cento. Strettamente connesso alla tipologia di attività è l’individuazione del locale che, per attività commerciale, risulterà classificato per superficie. Come principio comune, ma non vincolante, può valere la scelta di una posizione geografica del locale in vie molto frequentate oppure in parchi e/o centri commerciali. Nel caso di attività commerciale svolta in ambito alimentare, dopo l’individuazione del locale, sarà necessario inoltrare formale richiesta alla A.S.L. di competenza, fornendo le planimetrie, i progetti e la strumentazione utilizzata per il normale svolgimento dell’attività. L’aspetto fondamentale, qualsiasi sia la natura dell’attività svolta, è che sarà necessario comunicare al Comune di appartenenza, con almeno trenta giorni di anticipo, l’inizio di attività. Personalmente, ho avviato e al momento gestisco una attività commerciale non in ambito alimentare, ed ho avuto modo di confrontarmi con i vari aspetti di una attività, come qui indicato. Il costo iniziale è fortemente legato al tipo di attività, dovendo considerare quale tipo di eventuale strumentazione e/o risorse indispensabili all’avvio per la propria categoria attività, approvvigionamento merci. Può variare,comunque, dai mille ai centomila euro. I vantaggi di una attività in proprio, possono essere molteplici e fortemente legati alla totale indipendenza dello svolgimento dell’attività e delle scelte strategiche adottate, e nella possibilità di guadagno sulla base delle proprie capacità. Lo svantaggio è il non poter affidarsi ad altri e, spesso, il non poter fare riferimento a periodi di ferie prestabiliti poiché il fatturato dipende anche da questo.

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