Come aumentare il pH in un acquario d’acqua dolce utilizzando bicarbonato di sodio

Il mantenimento del ph è fondamentale per qualunque acquario. Infatti, per le forme di vita presenti in esso l’acqua non costituisce solo l’elemento in cui muoversi e vivere, ma anche, e soprattutto, il posto in cui vengono compiute le reazione metaboliche e biochimiche necessarie per la loro sopravvivenza. L’acqua, infatti, in virtù della propria capacità di sciogliere moltissime sostanze fondamentali a fini biologici, rappresenta per chi vi abita la fonte da cui prendere tali sostanze e allo stesso tempo il mezzo attraverso cui esse sono disperse. Insomma, se si volesse definire l’acqua dell’acquario da un punto di vista chimico, limitarsi alla solo formula di H2O sarebbe non solo limitativo, ma sbagliato, perché tale definizione non terrebbe conto di tutte le sostanze organiche e dei minerali che sono disciolti in essa. Ecco spiegato il motivo per cui l’acqua varia da vasca a vasca.
A parte l’acqua distillata, l’acqua dolce è composta sempre da un certo numero di elementi minerali, che provengono per la maggior parte dallo scioglimento di sali inorganici. Questi ultimi sono presenti in forma dissociata come ioni negativi e ioni positivi. Immaginando di sciogliere, per esempio, del sale da cucina nell’acqua, la dissoluzione del sale si verificherà attraverso la sua dissociazione, per cui nella soluzione ci saranno ioni di sodio positivo e di cloruro negativo, e non molecole intere di cloruro di sodio. In genere, nell’acqua sono presenti ioni solfato, nitrato, cloruro e soprattutto bicarbonato, che sono ioni negativi (oltre a ioni potassio, magnesio, calcio e sodio che sono ioni positivi). Nell’acquario, la durezza carbonatica è strettamente connessa al ph: infatti, acque che presentano una durezza temporanea bassa sono solitamente acide, mentre acque con durezza temporanea alta sono orientate verso la basicità. E’ necessario aggiungere, poi, che valori alti di durezza carbonatica sono correlati a una superiore stabilità del ph. In virtù degli equilibri che si sviluppano nell’acqua tra acido carbonico, ioni bicarbonato, ioni carbonato e anidride carbonica, a una certa concentrazione di un tipo sono correlate determinate concentrazioni degli altri tipi, e valori di ph corrispondenti. In sostanza, tanto minore è la concentrazione di anidride carbonica e tanto maggiore è la concentrazione di ioni bicarbonato e ioni carbonato, tanto maggiore sarà il ph. Ecco spiegato, dunque, come la presenza di bicarbonato di sodio in acqua dolce consente di aumentare il ph dell’acquario. Ma quanto bicarbonato bisogna aggiungere affinché il ph aumenti? Non si può fissare una quantità precisa, poiché essa in genere dipende da fattori diversi, quali, per esempio, la quantità di acqua o il ph iniziale. Chiaramente, tanto minore sarà la quantità di acqua iniziale tanto più modeste dovranno essere le dosi di bicarbonato. Un consiglio è quello di aggiungere il bicarbonato molto gradualmente: verseremo un cucchiaino della sostanza, e aspetteremo due o tre ore per andare e misurare il nuovo ph. Solo se non saremo soddisfatti aggiungeremo un altro mezzo cucchiaino.

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