Come aprire una cooperativa

Cosa bisogna fare per aprire una cooperativa? Il primo passo da seguire, in primo luogo, è quello di riunire i lavoratori al fine di mettere in discussione sia la costituzione stessa che la quota sociale, specialmente nel caso si tratti di aziende che dispongono di patrimoni di un certo rilievo, nel qual caso sono indispensabili quote sociali alte. Quindi è necessario redigere, di fronte a un notaio, lo statuto e l’atto costitutivo, e in seguito fare richiesta, presso l’Agenzia delle Entrate, della partita Iva e del numero di codice fiscale. A questo punto non rimane altro da fare che depositare lo statuto e l’atto costitutivo presso la Camera di Commercio, e all’Albo delle cooperative e al Registro delle Imprese formalizzare l’iscrizione. Per costituire una cooperativa è necessario un numero minimo di tre soci, mentre il capitale sociale prevede una quota minima di 25 euro. E’ importante mettere in evidenza che la quota sociale deve essere definita in funzione delle dimensioni dell’azienda, oltre che del numero di soci che vi lavorano. Tutte le persone fisiche che credono di poter trarre un vantaggio, economico oppure no, in qualità di lavoratori o di utenti di un servizio, a patto che siano in regola a livello di versamento della quota sociale, possono costituire una cooperativa. Segnaliamo, per altro, che una cooperativa di utenti può essere composta da un numero molto alto di soci pur avendo una quota sociale bassa, mentre una quota medio alta è necessaria per una cooperativa di lavoratori, perché generalmente i lavoratori non sono molti. Chiaramente è possibile uscire dalla cooperativa recedendo dallo status di socio. La nascita e la crescita di una cooperativa possono essere sostenuto dal Coopfond, che è un fondo mutualistico nazionale che è stato istituito per legge, la cui funzione è quella di supportare lo sviluppo delle cooperative mediante prestiti agevolati al fine di rendere migliori le attività delle cooperative stesse. Le cooperative vanno amministrate secondo le norme di legge, tenendo conto che abbiamo a che fare con proprietà sociali, per cui dividere gli utili è impossibile in quanto essi devono essere reinvestiti completamente per le attività della cooperativa. L’unico beneficio che i soci ne traggono è costituito dal fattore mutualistico primario che indirizza le loro decisioni. Nel caso in cui la cooperativa sia composta sia da persone fisiche che da persone giuridiche il numero minimo di soci sale da tre a nove. In genere le persone non possono esercitare attività affini o identiche a quelle svolte dalla cooperativa con la propria impresa. Solitamente, poi, il capitale sociale è delineato sulla base delle finalità del progetto, anche se il massimo è di circa 75mila euro per socio. Il capitale sottoscritto, in caso di rischio, è l’unico del quale i soci rispondono, a differenza di quanto succedere nelle società di persone con responsabilità illimitata. Tra le cooperative più frequenti, segnaliamo le cooperative sociali (che si caratterizzano per l’esistenza del cosiddetto scopo mutualistico esterno), le cooperative turistiche, e ancora le cooperative di produzione e lavoro, le cooperative culturali, le cooperative agricole infine e le cooperative sportive.

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