Come aprire un chiosco in una località turistica

Con l’arrivo della stagione estiva le località turistiche, balneari e non, si riempiono di turisti italiani e stranieri, che trascorrono pochi giorni nella località. Le attività commerciali fioriscono, trovando in pochi mesi quello che per molti è anche il guadagno e le entrate per buona parte dell’anno. Aprire un chiosco è una delle attività commerciali più semplici da intraprendere, perchè richiede una spesa di investimento inferiore rispetto a un ristorante vero e proprio e prezzi di gestione più bassi a seconda anche delle sue dimensioni. Prima di aprire un chiosco va stabilita una mappa di partenza. Una volta scelta la località va monitorata e analizzata per individuare che tipo di afflusso turistico possa essere interessato all’attività, che si andrà ad aprire. Un chiosco di gelati o di bibite fresche aperto vicino ad altri 10 è un’attività che può rendere fino ad un certo punto. Puntare ad aree meno conosciute ma in forte crescita e sviluppo garantirà un piano di sviluppo a lungo termine. I chioschi possono essere di diverso tipo, fissi o ambulanti, dedicati alla vendita di articoli balneari, bevande e cibo, giornali. Una volta fatta la propria scelta bisogna fare una richiesta presso il comune nel quale si vuole aprire l’attività e informarsi a proposito delle varie licenze e di eventuali affitti che bisogna fare. In Italia per poter vendere bisogna avere come prima cosa l’abilitazione al commercio, che si può ottenere seguendo tutto l’iter buricratico presso la Camera di Commercio locale. Nel momento che si decide di aprire un’attività del genere va scelto anche il posto. Personalmente consiglio, soprattutto se è la prima attività e si ha poca dimestichezza con le attività commerciali di questo genere di iniziare con un chiosco piccolo, magari in gestione o preso in affitto. Nulla vieta una volta preso in affitto di fare una vera e propria nuova apertura rinnovando il locale. Partendo da zero ci sono più complicazioni perchè bisogna intraprendere tutto l’iter previsto dalla legge, con visti e licenze varie, che possono richiedere anche abbastanza tempo. E’ necessario partire per tempo, anche un anno prima, in modo da essere pronti con tutti i documenti per poter vendere. Nel caso si tratti di articoli alimentari bisogna poi avere anche licenze particolari e riceveri i controlli delle autorità sanitarie locali. Una volta che è tutto pronto dal punto di vista della legge bisogna essere in regola con le tasse, eventualmente se si hanno dipendente intervenire anche presso la previdenza sociale. Bisogna poi prendere accordi con i fornitori, stabilire quali sono gli ordini, cosa va per la maggiore e preparare liste di bevande e alimenti. Bisogna avere tutto a norma di legge. I costi variano molto, in base alla grandezza del chiosco e alla località, la spesa iniziale può partire dai 10-15 mila euro a salire. Gli svantaggi riguardano per lo più i rallentamenti burocratici e la lentezza dei permessi, il vantaggio è quello di intraprendere un’attività redditizia.

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