Come allevare lumache

L’’elicicoltura è un metodo di allevamento delle lumache da gastronomia (dette anche chiocciole), un sistema a ciclo biologico completo da realizzare in diversi modi: sul campo aperto, in ambiente protetto o con un sistema misto.
Le scelte rispondono alle esigenze e alle possibilità soggettive, ma il campo aperto è il migliore perché ricrea l’habitat naturale che consenta alla lumaca di avere un ciclo biologico in libertà e pulizia.
L’’allevamento prevede la disponibilità di un terreno ampio e soleggiato. Avendone uno di grandi dimensioni, lo si può dividere in due parti ed utilizzarle alternativamente: la rotazione impedirà la stanchezza del suolo.
Le lumache, mantenute in un ambiente protetto, soleggiato ed areato, si accoppiano, depongono le uova e diventano adulte. Necessitano di alimentarsi con verdura fresca e possono farlo solo se il terreno è pulito, eliminando le deiezioni e la bava che producono. Il terreno, prevalentemente calcareo, deve essere recintato con della rete zincata alta e dalla trama fitta. Lungo lo stesso, va predisposto un impianto di irrigazione con possibilità di nebulizzare l’acqua.
Esistono molti tipi di chiocciole da allevamento ma la “Helix aspersa” e’ la varietà più semplice da allevare, che meglio si adatta alle temperature mediterranee. Anche se l’’apparato riproduttivo è composto da entrambi i sessi, la fecondazione avviene solo con l’’accoppiamento con un altro esemplare. Dopo circa dieci giorni la chiocciola scava un buco di qualche centimetro, deponendovi un centinaio di uova, che rimarranno in incubazione per 20 giorni. Il ciclo di crescita è di 18 mesi, durante i quali va considerata una fase di letargo.
La vegetazione di cui si nutrono le lumache va continuamente innaffiata, falciata e privata di erbacce, affinché mantengano sempre la stessa alimentazione e si abbia una produzione continua.
È necessario iniziare la produzione partendo da soggetti certificati e selezionati, con una sorta di “pedigree” di origine. Il costo iniziale può essere elevato, ma l’investimento iniziale è indispensabile. È un mercato proficuo perché il prodotto è richiesto sempre più dai ristoratori, ed è necessario che la qualità sia elevata.
Negli ultimi anni molti appassionati hanno aperto allevamenti la cui gestione è presto venuta meno a causa della poca economicità dell’’attività. Come in altri campi, si tratta di stabilire un sistema produttivo studiando le diverse variabili: la disponibilità del terreno, la creazione di un sistema di irrigazione e le ore di lavoro, che diminuiscono in proporzione all’’estensione del terreno. Si è stimato infatti che, se per un allevamento di mille metri quadri occorrevano circa 300 ore di lavoro per la produzione di un quintale, con un terreno di un ettaro l’orario di lavoro necessario era di sole 1500 ore, necessarie a produrre circa 10 quintali. Questo perché la creazione di un sistema su larga scala prevedeva lo stesso tempo necessario alla creazione di un impianto più piccolo.
L’’allevamento all’’aperto consente al produttore di essere inquadrato fiscalmente come coltivatore agricolo: agevolazione di non poco conto, che prevede non la tassazione del fatturato, ma del solo reddito dominicale derivante dall’’utilizzo del suolo. Altro fattore importante: l’’elicicoltura non è soggetta a stagionalità ma ha una produzione continua in tutto l’anno.

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