Allergia all’ambrosia: sintomi e cura

L’ambrosia è una pianta annuale o perenne della famiglia delle Compositae, che vive ad un’altitudine inferiore ai 500 metri, che fiorisce in Italia da luglio-agosto ad ottobre.
Nel nostro Paese è stata portata dai soldati americani quando sbarcarono ad Anzio e da lì si è propagata in molte regioni, solo in Liguria, Sardegna e Sicilia è poco diffusa. Le aree dove queste piante sono maggiormente presenti sono quelle attorno agli aeroporti internazionali, perché i pollini vengono trasportati tramite questi mezzi di trasporto, e le zone divenute incolte, come bordi stradali, sedi ferroviarie, campi non più coltivati, cantieri edili ed aree abbandonate.
I semi dell’ambrosia assomigliano a chicchi di riso ma sono dotati di aculei che si ancorano ad esempio alle ruote della auto e così riescono a propagarsi facilmente nel territorio. Una sola pianta produce fino ad un miliardo di granuli di polline.
Una delle regioni italiane con la più alta percentuale di allergici è la Lombardia, che ha emesso delle ordinanze che rendono obbligatorio il taglio di questa pianta per evitarne la propagazione e la fioritura.

Una persona allergica al polline di ambrosia manifesta sintomi caratteristici come tosse, starnuti, bruciore ed infiammazione agli occhi e bruciore alla gola. Nei casi più gravi si possono avere attacchi d’asma e difficoltà respiratorie.
L’allergia può essere provocata da situazioni ambientali, farmacologiche, alimentari e spesso chi soffre di questa allergia è intollerante anche ad altri alimenti, come zucca, sedano, anguria, melone, banana.

L’allergia si può tenere sotto controllo usando farmaci come antistaminici, cortisonici, assunti tramite inalazione, e dilatatori bronchiali. Sono disponibili anche vaccini che vanno somministrati tre mesi prima della stagione della fioritura per via sublinguale o per iniezione sottocutanea.
Esistono anche rimedi naturali come un trattamento iposensibilizzante a bassa dose che va individuato sottoponendosi ad un test per la reattività all’ambrosia, il test Mini DRIA ed al Test DRIA Respiro.
Si possono assumere altre sostanze naturali come l’Orthohistaminum 9 CH in granuli, il Ribes nigrum 1D macerato, efficace anche per l’allergia alle graminacee, l’olio di Perilla, l’olio di ribes nero, Manganese-Rame-Zinco, Viburnum lantana 1D e Arsenicum album.

Per prevenirla è consigliabile tenere le finestre chiuse nelle ore notturne, i finestrini chiusi in auto e non fare sport all’aria aperta alla mattina presto e dopo il tramonto perché sono le ore nelle quali avviene l’impollinazione. Anche dopo la pioggia si hanno manifestazioni di allergia perché l’acqua fa scoppiare i granuli pollinici e di conseguenza gli allergeni si diffondono nell’ambiente.

Pur abitando in una regione nella quale questa pianta è poco diffusa, mia madre soffre di questa allergia ed in estate e soprattutto a settembre ha forti bruciori agli occhi. Dopo molte visite le è stata diagnosticata questa allergia che riesce a tenere sotto controllo assumendo prodotti naturali e cercando di evitare di andare in zone di campagna dove è più presente l’ambrosia.
La cosa che più è fastidiosa di questa allergia è proprio il bruciore agli occhi che provoca anche lacrimazione e fa gonfiare le palpebre e che senza una diagnosi certa può far pensare a problemi oculari.

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