Come aiutare un amico con la depressione

La depressione è una malattia subdola,che può covare dentro per mesi, anni senza dare segni apparenti, eppure c’è, ti rode l’anima, mette in dubbio tutte le tue certezze i tuoi desideri, ti fa cambiare modo di vedere le cose, la prospettiva della vita, dalle cose più banali a quelle più rilevanti,non si vede….eppure c’è e solo chi non l’ha vissuta personalmente o attraverso una persona cara può avere dubbi sull’effetto devastante che essa procura al malato. il soggetto colpito quando incomincia a dare le prime manifestazioni di solito non viene preso sul serio, appare un pò strano, si pensa ad una crisi passeggera,ma quando i sintomi diventano evidenti e chiari allora è il momento che gli amici e la famiglia in accordo intervengano per aiutare il malato. L’amico più caro di solito ha un ruolo molto importante,è a lui che tocca far compagnia e tirar su il soggetto indisposto, parlando a lungo, cercando di farsi spiegare di capire e immedesimarsi,bisogna tenergli compagnia non lasciarlo mai solo,non in modo invadente, il più delle volte la presenza deve essere discreta ma costante e partecipe.Ma non dimentichiamo che la depressione è una “bestia” oscura e malefica ,è quella che provoca il mal di vivere…..è a questo punto che bisogna intervenire fermamente e convincere il malato a farsi aiutare da personale specializzato,incominciando da uno psicologo che valuterà se è il caso di chiedere l’intervento dello psichiatra, il quale a sua volta,fatte le sue valutazioni proporrà una terapia farmacologica.Lì l’amico deve essere sempre presente con coscienza e cognizione di causa perchè bisogna avere il coraggio di assumersi una grossa responsabilità,quella di aiutare la famiglia a prendersi cura del caro amico. I primi tempi della terapia sono i peggiori, pare che tutto vada per il verso sbagliato, il paziente si chiude ancora di più, non vuole comunicare cerca la solitudine e l’oblio del sonno,può anche rifiutare il cibo. E’ difficile sostenere dall’esterno una simile situazione,ma bisogna avere fiducia in se stessi e nel paziente.Vedremo che poco a poco, dopo almeno una ventina di giorni la terapia comincerà a dare i suoi frutti, il nostro amico incomincerà di nuovo a guardarsi intorno a vedere il mondo e si renderà conto che il suo amico è lì, c’è sempre stato e questo sarà uno stimolo in più per farlo uscire dal tunnel, poco a poco sembrerà che tutto incominci a tornare alla normalità,ma è solo apparenza la “bestia” è ancora lì,sconfitta ma presente,è il momento maggiormente critico, bisogna fare appello a tutta la propria pazienza e non mollare solo perchè sembra che vada bene,ci vuole ancora molto tempo, molti aggiustamenti di terapia,bisogna stare all’erta cogliere ogni piccola sfumatura di malessere,cosa che solo un caro amico riesce a fare, e quando infine il medico dichiarerà definitivamente guarito il paziente,allora si,famiglia e amico caro potrete tirare un sospiro di sollievo.Ma non dimentichiamo “essa” è sempre in agguato e può colpire chiunque.

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