Come affrontare una crisi di ansia

Una reazione di ansia ad una situazione di pericolo reale è giustificata e favorevole alla salvaguardia dell’organismo.
Essa consiste nell’attivazione di tutta una serie di sistemi neurovegetativi e fisici che predispongono l’essere umano all’attacco o alla fuga al fine di salvaguardarsi.
Ne caso in cui questo sistema venga attivato anche in caso di non effettiva urgenza siamo di fronte ad una vera e propria patologia, chiamata appunto crisi di attacco di ansia.
I sintomi manifestati sono più o meno gli stessi della situazione di risposta di ansia normale, ma più accentuati e soprattutto non giustificati da una situazione di pericolo reale: tachicardia, aumento della frequenza del respiro, senso di soffocamento, nausea, paura di morire e di impazzire.
La problematica principale degli attacchi di ansia, per lo meno a livello emotivo, consiste in una forma di circolo autoindotto secondo il quale la stessa paura di ricadere in una crisi fa si che l’individuo sia in uno stato di attivazione continua e nonostante cerchi in ogni modo di evitare le situazioni ansiogene, queste divengono talmente tante e diversificate che per forza di cose l’ansia si auto induce.

Una cosa che personalmente ho tenuto in considerazione è che un attacco di ansia, almeno per me che sono un soggetto recidivo che conosce i sintomi, benchè questo sia generalmente improvviso e inaspettato, può essere in qualche modo preannunciato e perlomeno attenuato. Per questo ci sono almeno cinque consigli che posso dare da tenere in considerazione.

1)Innanzitutto è bene, per il soggetto colpito, non agitarsi nel momento in cui avverte i primi sintomi dell’ansia. E’ auspicabile assumere una posizione comoda e regolare una buona respirazione che consenta di rilassarsi: queste due cose assieme sono essenziali per poter affrontare la crisi.

2)Dopo questo primo modo di approcciarsi alla situazione di ansia emergente, sarebbe auspicabile non cercare di sopraffare l’emozione negativa, ma accompagnarla ed accettarla al fine di conoscerla e non essere ancor più spaventati da essa. Quindi la cosa migliore è quella di non tentare di scacciare i pensieri e le sensazioni negative attivandosi sia mentalmente che fisicamente perchè ciò provocherebbe una esasperazione dell’ansia stessa.

3)Un altro modo di affrontare una crisi di ansia consiste nell’attuazione delle tecniche di rilassamento, in primis il training autogeno, che consiste nell’autoinduzione di un leggero stato di trance in grado di omettere i cattivi pensieri.

4)Ovviamente non va tenuto da parte l’approccio psicoterapeutico, che può essere di tipo cognitivo comportamentale al fine di lavorare sulla percezione cognitiva da parte del soggetto nei confronti della realtà vissuta come pericolosa.

5)Infine, ma non da ultimo, non può mancare un approccio farmacologico, utile per contrastare i sintomi fisici e riportare il soggetto in una situazione più lucida grazie alla quale poter affrontare meglio le problematiche.

Ovviamente questi consigli sono tutti applicabili, anche contemporaneamente e nessuno esclude l’altro, ma ognuno di essi non avrà mai degli esiti totalmente positivi se l’intenzione del paziente non è quella di comprendere le cause del proprio stato, accettare quest’ultimo in quanto fonte di disagio e motivarsi per una perfetta guarigione.

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