Come far addormentare un bambino

COME FAR ADDORMENTARE UN BAMBINO
Il 70% dei bambini apprende ad appisolarsi con pochi gesti comuni come essere messi al letto, cullati, accompagnati da un pupazzetto o un succhiotto; il restante 30% sono bimbi con un orologio biologico più lento. La maggior parte dei casi di insonnia infantile deriva da cattive abitudini. Per dare un taglio alle notti in bianco, l’offensiva vincente è stabilire una routine di orari ed abitudini perché i piccoli vadano a letto, usando gesti e dettagli che li facciano sentire più calmi, raccontando loro una favola, facendogli ascoltare una canzone, accarezzandogli la schiena. I neonati generalmente dormono quando si sentono stanchi: se hanno difficoltà per rilassarsi o piagnucolano stando stesi, bisogna far silenzio ed uscire dalla stanza in punta di piedi; se continuano a piangere, vanno aiutati a prender sonno con un succhiotto o una canzone senza sollevarli dalla culla finché, più sicuri, si addormentino. Non vanno addormentati in braccio, ma nel loro lettino ed ancora svegli, e non vanno presi in braccio al primo lamento. All’età di uno o due anni, quando al bambino piace più giocare che dormire, gli si canta una ninna nanna o gli si legge una storia infantile. In età prescolare è opportuno rilassarli giocando con l’immaginazione: gli si chiede di chiudere gli occhi ed immaginarsi in qualche scenario della storia che gli si sta leggendo. I bimbi in età scolare possono leggere da sé le storie che li addormenteranno. L’ambiente è importante quando arriva l’ora della nanna: la stanza deve avere una temperatura adeguata (17-20°C) rispettando le norme di prevenzione della morte subita, e anche l’uso di pigiami idonei alla stagione aiuta il bambino a conciliare il sonno. Nei pochi momenti in cui non sta dormendo, il bebè non va lasciato nella culla: va sollevato e coinvolto in giochi e coccole, in modo che il piccolo associ alla culla l’ora di dormire. Di notte, la stanza del piccolo deve stare all’oscuro ed isolata dai rumori; invece, durante il pisolino pomeridiano, vanno lasciati entrare un pò di luce e i suoni della casa. È utile e confortante tenere vicino ai bebè il loro peluche preferito, perché si sentano accompagnati e sicuri di trovarlo lì al risvegliarsi durante la notte. Ancora migliore è la sana abitudine di portare al letto il piccolo sempre alla stessa ora: per lui, la ripetizione coincide a sicurezza. L’ora ideale è tra le 8 e le 8.30 in inverno e 9.30 e 10 d’estate, una fascia oraria in cui il sonno appare con maggior facilità.Quando il bambino è ancora molto piccolo, non va svegliato nonostante stia dormendo da molte ore, giacché durante il sonno segrega l’ormone della crescita, imprescindibile perché cresca, e risparmia energie utili per lo sviluppo. Quando il bimbo cresce, va educato ad usare il letto solo per dormire e non per giocare o vedere la tv: quanto più ordinate sono le abitudini di sonno dei familiari, più facile risulterà che il bimbo adotti le stesse.

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