Come addomesticare un animale selvatico

È possibile addomesticare un animale selvatico? E se sì, quali sono gli accorgimenti da mettere in atto per poterlo fare? Il fisiologo Jared Diamond ha individuato alcune caratteristiche che un animale deve possedere affinchè possa venire addomesticato. Innanzitutto deve manifestare un tasso di crescita relativamente veloce. Ciò significa, per esempio, che un animale come l’elefante prima di arrivare a una dimensione accettabile impiega molti anni. Raggiungere la maturità velocemente (in proporzione alla vita dell’uomo) consente di selezionare gli animali e renderli utili. Inoltre essi devono contare su una dieta flessibile. Ciò significa che animali che sono in grado di digerire diversi tipi di alimenti e possono sopravvivere con quantità di cibo limitate sono più economici da lasciare in cattività. Per esempio, quasi tutti i carnivori mangiano solo carne, il che vuol dire che per la loro alimentazione sono necessari erbivori. Un’altra peculiarità che può favorire il processo di addomesticamento di un animale è l’istinto di appartenere a una mandria: se se ne addomestica uno, e più probabile che gli altri lo seguano. Inoltre, gli animali devono possedere un temperamento che non dia segni di panico, poichè una bestia nervosa non può essere tenuta in cattività (proverà a scappare quando si spaventerà). La gazzella, per esempio, difficilmente può essere addomesticata, perché la sua agilità le permette grandi balzi che le consentono di poter fuggire da un recinto. Altre caratteristiche segnalate da Diamond sono la possibilità di essere allevati in cattività, un buon carattere e una gerarchia sociale che possa essere cambiata.
Entrando nel concreto, proviamo a osservare come è possibile addomesticare un animale selvatico. Come esempio faremo riferimento a un gatto selvatico. Non è raro trovarne, specialmente in zone di campagna. Come facevano i gatti di secoli fa, essi si nutrono di topi e insetti, e non hanno mai avuto contatto con gli esseri umani. È importante ricordare che è molto più difficile tentare di addomesticare un gatto adulto, che proverà sempre a scappare e a rifiutare l’essere umano, piuttosto che un gatto ancora piccolo (comunque non prima del mese e mezzo di vita). L’addomesticamento dura, in genere, dalle due alle sei settimane, o anche di più in caso di gatti molto selvatici. Dobbiamo sempre rammentare che i mici sono molto più piccoli di noi, e per questo potrebbero considerarci come un predatore da cui fuggire. Ecco perché dovremo sempre mantenere la calma e la pazienza, e non ricorrere mai alle maniere violente. Dopo aver preso il micio, dobbiamo posizionarlo in una gabbia sufficientemente grande. Qui dovremo far sì che esso si abitui alla nostra presenza. Ogni tanto potremo provare a prenderlo in braccio, ma facendo attenzione a mettere un asciugamano tra lui e il nostro corpo in modo da evitare graffi e morsi. Dopodiché passeremo a tenerlo in una stanza piuttosto piccola da sola, e infine dovremo insegnargli a stare in nostra compagnia, e, più tardi, in presenza di altre persone.

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