Come addestrare il pony: comandi severi e dolcezza

Quali sono i passi da seguire nel percorso di addestramento di un pony? Iniziamo con il precisare che, ovviamente, i tempi di apprendimento variano da soggetto a soggetto, e così anche i risultati di un addestramento. Addestrare un pony non è assolutamente facile, e sbaglia chi ritiene che si tratti di un compito più difficile rispetto all’addestramento di un cavallo adulto. Oltre alle normali competenze tecniche e teoriche, e oltre all’esperienza, che si può acquisire solamente dopo anni di pratica, risultano fondamentali pazienza e sensibilità. Nel corso della prima settimana di addestramento, è importante insegnare al pony a seguire con fiducia con la cavezza a mano. In seguito si può iniziare a farlo girare a lunghina, in modo da fargli compiere un percorso in cerchio di raggio di circa sei metri. Le prime volte sarebbe preferibile farsi aiutare da qualcuno. Con la lunghina in mano, dovremo stimolare il pony nel corso delle diverse andatura, senza, ovviamente, andarlo a sollecitare in maniera eccessiva. Per farlo avviare al trotto, basterà schioccare la lingua e usare la frusta. Chiaramente l’uso della frusta dovrebbe essere il più possibile ridotto. Un accorgimento fondamentale è quello di provare a conservare una cadenza costante facendo schioccare continuamente la lingua, in corrispondenza di ogni battuta del pony all’inizio, ogni due in seguito, e così via. I nostri interventi dovranno essere limitati alle occasioni in cui il posteriore interno andrà in appoggio.
Sarà importante sempre ricordarsi di gratificare il pony o con una mela o una carota, oppure dandogli una carezza, oppure semplicemente a voce, ogni qualvolta abbia svolto un esercizio nella maniera da noi richiesta. Il nostro atteggiamento dovrà essere al contempo dolce ma rigido. Nel momento in cui il pony manifesta i primi segni di rilassamento, ed è in grado di rispondere in maniera adeguata ai comandi, significa che è arrivato il momento di procedere alla sellatura. Si tratta di un processo che generalmente dovrebbe verificarsi nella seconda settimana di addestramento. La sella deve essere posizionata con delicatezza sulla schiena del cavallo. Bisognerebbe usare la massima sensibilità possibile, allo scopo di evitare eventuali ferite provocate da una sistemazione errata. Una volta posizionata la sella, potremo cavalcare il pony. Chiaramente il fine di questa azione non è una prova di forza allo scopo di sentirsi dei veri uomini, in grado di domare un pony (!).
Dobbiamo ricordare, infatti, che per quanto piccolo, generalmente il quadrupede sarà sempre più forte di noi. In generale un addestratore è tanto più bravo quanto sa applicare dolcezza nei propri metodi di persuasione, ricorrendo a astuzia e intelligenza (insomma, proprio le doti che ci differenziano dagli animali) piuttosto che violenza e gesti brutali. Per quanto riguarda l’atto di montare su un pony, per l’animale esso rappresenta una sorta di perdita della verginità. Ecco perché nel gesto bisognerebbe applicare la massima delicatezza possibile, rimanendo cauti e sereni, per evitare traumi. Il tutto dovrebbe rappresentare per lui un piacere, quasi un gioco, non un dovere o ancora peggio una punizione. In generale, si tratta di doti che bisogna mantenere in ogni occasione di contatto col pony.

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