Come addestrare un cane da tartufi

Andiamo a scoprire come addestrare un cane da tartufi. Solitamente, per l’addestramento sono necessari almeno due o tre mesi, ma se avremo pazienza alla fine del periodo potremo contare su soddisfazioni enormi. È importante ricordare che l’addestramento preferibilmente deve essere effettuato da una persona sola, e cioè quella che normalmente si prende cura dell’animale. L’addestramento deve rappresentare una fase di divertimento e gioco, con esercizi da ripetere solo per pochi minuti al giorno e da interrompere nel momento in cui il cane dimostra di non essere più attento e manifesta stanchezza. È importante che l’animale impari perfettamente come eseguire un esercizio prima che passi a uno più complicato. Nel momento in cui l’animale avrà imparato a trovare tartufi che abbiamo sotterrato noi, potremo iniziare a portarlo in una tartufaia naturale, per farlo confrontare sul campo. Come eseguire, dunque, l’addestramento? Si può cominciare facendo giocare il cane fin dai primi mesi di vita con dei pezzi di tartufo, in modo che si abitui a mangiarlo e seguendone l’odore impari a cercarli. Dopodiché inizia l’addestramento vero e proprio, da eseguire con una specie di pallina realizzata con uno straccio appallottolato nel quale sono stati inseriti dei pezzi di tartufo. In alternativa lo straccio può anche essere aromatizzato con noce moscata o olio al tartufo. L’importante, ovviamente, è che le dimensioni della pallina siano tali che non possa essere inghiottita. Cominceremo insegnando l’operazione di riporto: lanciamo la pallina facendola vedere al cane. Egli la inseguirà e la prenderà in bocca. Nostro compito sarà quello di insegnargli a riportarcela, premiandolo con un bocconcino, altro cibo o una carezza. Con il passare del tempo lanceremo la pallina in mezzo all’erba, così che il cane non riesce a vedere in maniera esatta dove cade e sia costretto a cercarla facendo ricorso al proprio fiuto. Quindi, la fase successiva consisterà nel lanciare la pallina in modo che il cane non la veda, e lo spingeremo a cercarla. Per questo momento dell’addestramento avremo bisogno, ovviamente, di uno spiazzo erboso abbastanza grande. Dovremo, inoltre, agire contro vento, così che l’animale apprenda una ricerca impegnativa e sia in grado di ampliare il raggio d’azione di molti metri. In alcune occasioni, se se ne ha la possibilità, è utile e divertente far sì che il cane impari insieme con un suo simile, purchè esso sia al suo stesso livello. La competizione può rappresentare uno stimolo. Facciamo attenzione, comunque, a evitare che a prevalere sia sempre uno dei due: in questo caso l’altro potrà demoralizzarsi con effetti non utili rispetto all’addestramento. Quando riteniamo che la fase di lancio e ricerca sia stata completamente assimilata dall’animale, passeremo a sotterrare la pallina, inserendola in un buco aperto o in una fessura del terreno. Il cane, così, potrà trovarla con facilità ma non raggiungerla semplicemente con la bocca. A quel punto sarà costretto a iniziare a raspare. Potremo prediligere per i primi tempi un terreno sabbioso, in modo da rendergli più semplice l’azione. Se notiamo che il cane si mostra restio a raspare, inseriamo di nuovo qualche esercizio di ricerca allo scoperto.
Infine, sarà possibile inserire nel terreno direttamente i tartufi.

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